L'AGRICOLTURA SICILIANA VISTA DA COLDIRETTI. Un'impresa biologica su cinque è in Sicilia, 7 DOP, 6 IGP, 206 prodotti tradizionali censiti dalla Region

<div style="text-align: justify;">Catania,
– ''Lo sviluppo della Sicilia parte dalla valorizzazione del territorio
e dalle sue immense risorse sulle quali le Istituzioni devono investire
in un progetto di crescita sostenibile a favore delle imprese che
producono qualita', sicurezza alimentare ed ambientale''.<br> E' quanto
ha affermato il presidente della Coldiretti Paolo Bedoni, presente a
Catania all'incontro territoriale del mezzogiorno della piu' grande
Organizzazione europea degli imprenditori agricoli, nel commentare
positivamente i dati dell'Eurispes che confermano il ruolo centrale
dell'agricoltura e del turismo nel tessuto imprenditoriale dell'isola.<br>
La presenza capillare sul territorio delle imprese agricole siciliane,
che rappresentano un terzo del totale delle imprese, e' un valore
aggiunto economico, sociale ed ambientale che deve essere valorizzato
per rispondere alle domande dei cittadini che secondo i dati
dell'indagine Coldiretti-Ispo in otto casi su dieci assegnano
all'agricoltura proprio il compito di garantire la sicurezza degli
alimenti e la qualita' del cibo offerto mentre per ben il 77% dei casi
quello di assicurare la sicurezza ambientale ed evitare che l'abbandono
delle campagne e della montagna favorisca il rischio di frane e
incendi. <br>
Esiste dunque una domanda di qualita' con alimenti legati al
territorio, senza organismi geneticamente modificati, con informazioni
trasparenti in etichetta alla quale l'agricoltura siciliana – ha
aggiunto Bedoni – puo' rispondere con risultati da primato sul piano
qualitativo e del rispetto territoriale. <br></div><div style="text-align: justify;">
In Italia una impresa biologica su cinque e' siciliana e l'agricoltura
dell'Isola e' leader in Italia nella produzione biologica con oltre
diecimila imprese e duecentomila ettari coltivati. Ma l'agroalimentare
siciliano puo' contare anche su ben sette denominazioni di origine
protetta, sei ad indicazione geografica protetta, duecentosei prodotti
tradizionali censiti dalla Regione e venti vini Doc e sette Igt che –
ha concluso il presidente della Coldiretti – hanno contribuito un modo
determinante a spingere le esportazioni agroalimentari che secondo
l'Eurispes sono risultate pari ad un valore quasi doppio rispetto alle
importazioni, in controtendenza rispetto al dato nazionale.<br></div><br><i>Fonte di informazione:</i> Asca