“Le imprese italiane puntano sull’export”, di Fabrizio Piva.

Il mercato interno del settore agroalimentare biologico italiano
continua a crescere, non seguendo il trend della produzione interna. Si
assiste, infatti, ad un progressivo rafforzamento della produzione a
fronte di un mercato interno che fatica ad aumentare con lo stesso
tasso di crescita, nonostante nel 2007 Ismea abbia censito un
incremento nei consumi nella grande distribuzione pari al 9% rispetto
all’anno precedente. Per quanto riguarda l’export, i dati dell’Ismea
relativi al 2006 evidenziano un ruolo del settore agroalimentare che ha
inciso del 7,9% in valore sul totale degli scambi commerciali. In
controtendenza rispetto all’insieme dei settori produttivi, il settore
agroalimentare segna un costante miglioramento della competitività nei
mercati esteri. All’interno dell’agroalimentare giocano un ruolo di
primo piano i prodotti di qualità certificata, tra cui i prodotti da
agricoltura biologica. Il settore dell’esportazione svolge un ruolo
fondamentale, e cirac il 50% della produzione biologica complessiva
viene destinata a questo canale. Purtroppo mancano statistiche
ufficiali sulle quantità di produzioni biologiche in ingresso e in
uscita dal nostro Paese. Ad ogni modo, nel biennio 2006-2007 la
componente dell’industria alimentare impegnata nel settore ha fatto
registrare incrementi di fatturato annui intorno al 15%; considerando
che il mercato interno ha fatto registrare tassi annui di crescita
intorno al 9%, si può considerare che buona parte di questi incrementi
abbiano alimentato l’esportazione. La carenza rispetto a questi
prodotti sta invece nel servizio di promozione. Gli imprenditori
italiani devono faticare di più rispetto ai concorrenti europei per
collocare i loro prodotti, ricchi di qualità ma poveri di marketing.<br><i>Fonte di informazione:</i> “AZBIO”, Anno VIII, gennaio-febbraio 2008, N. 1, pg. 18-22.