“Le mense italiane scommettono sul bio”, di Lavinia Farnese.

<br>David A. Kessler fa il pediatra negli Stati Uniti, e oggi in un libro dal titolo “Perché mangiamo troppo ( e come fare per smetterla), dice che ‘il mondo sta ingrassando’ e che la colpa è del junk food. Per fortuna ci consolano alcuni numeri sul bio elaborati da un progetto europeo di ricerca, iPopy (innovative Public Organic food Procurement for Youth – forme innovative di approvvigionamento pubblico dei prodotti biologici per i giovani), curato per tre anni da Roberto Spigarolo, docente alla facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Milano, in collaborazione con gli Istituti e le Università di Norvegia, Danimarca, Finlandia, Germania e Italia. I dati dicono che ogni giorno, in Italia, 910mila degli oltre tre milioni di pasti messi nei piatti dei nostri ragazzi sono biologici. Per il 70% succede al Nord, il 20% al Centro e il 10% tra Sud e Isole. Non solo, le mense bio (solo 69 nel 1996) nel 2009 hanno raggiunto quota 837. <br><br>“Corriere della Sera – Sette”, 18 novembre 2010, p. 131.<br><br>