L’Italia snobba le produzioni biologiche che invece fioriscono sui mercati esteri, di Julia Giavi Langosco.

<div style="text-align: justify;">Lafiera più importante del
comparto del biologico, il Biofach, quest’annoha insignito l’Italia partner dell’anno. E
l’investitura si spiega conl’andamento divergente del comparto sul mercato domestico e su
quellointernazionale. “In Germania è vero boom del biofood. Nel 2006 si èregistrato un aumento
dell’11%” spiega Marco Cimini, capo dell’ufficioIce di Berlino. L’Italia copre gran parte del
ventaglio produttivo.AlmaVerdeBio è leader sul mercato domestico. Marco Piraccini che diAlmaVerdeBio
è presidente, rivendica per il 2006 una crescita delfatturato biologico da 32 mln del 2005 a 39 mln,
con un esplosivo 126%di crescita dell’export. Ma lancia nel contempo un’accusa pesante. “Lagrande
distribuzione in Italia non fa promozione del biofood e ilrisultato è una regressione delle vendite
nelle principali voci delcomparto domestico, a fronte di una tedenza generalizzata europea cheinvece
è di forte crescita”. Stesso discorso vale anche per mozzarellaFrancia, presente a Norimberga con
vari prodotti dedicati al mercatotedesco. “Mentre nei supermercati italiani la pubblicità del
biologicolangue”, lamenta Pier Luigi Verga, direttore branch Germania, “incentro Europa i consumi
dei latticini bio sono in esplosione”. Nel 2006mozzarella Francia ha infatti registrato una crescita
dell’11% nelfatturato tedesco.<br></div><i>Fonte di informazione:</i> “Finanza e Mercati” del 16
febbraio 2007, p.11