Un recente studio spagnolo (scaricabile a questo LINK) ha scoperto che i fagioli coltivati biologicamente presentano livelli più elevati di proteine, antiossidanti e micronutrienti rispetto a quelli prodotti in modo convenzionale.
I ricercatori hanno confrontato due genotipi di “fabes” (fagioli bianchi grandi tipici delle Asturie) strettamente correlati, una cultivar derivata da una varietà autoctona e una cultivar resistente alle malattie, coltivati fianco a fianco sempre nelle Asturie. I fagioli biologici sono stati prodotti in un appezzamento sottoposto a rotazione fagiolo-loietto per 8 anni, con solo sovescio e input biologici, mentre i fagioli convenzionali sono stati coltivati in una serra a tunnel su terreno gestito intensivamente a lungo termine con fertilizzanti sintetici e pesticidi. Dopo la raccolta, i fagioli sono stati macinati per analizzarne proteine, profili di acidi grassi, composizione minerale, zuccheri solubili e composti fenolici.
Diversi parametri nutrizionali hanno costantemente favorito la produzione biologica. I fagioli provenienti da appezzamenti biologici presentavano circa il 14% in più di proteine e il 26,6% in più di fenolici totali rispetto ai fagioli convenzionali. Anche ferro, zinco, calcio, potassio e fosforo erano più abbondanti nei fagioli coltivati biologicamente. I fagioli convenzionali, invece, presentavano un contenuto di acidi grassi polinsaturi leggermente superiore rispetto ai fagioli biologici.
I risultati di questo studio evidenziano l’importanza di considerare il sistema di coltivazione oltre alla varietà di coltura per comprendere meglio i meccanismi alla base della densità nutrizionale degli alimenti. Considerato il ruolo che i fagioli svolgono nel fornire nutrimento a livello globale, i sistemi biologici rappresentano una strada non solo per ridurre gli input sintetici e favorire la salute del suolo, ma anche per produrre fagioli con un contenuto proteico più elevato, profili antiossidanti più ricchi e livelli elevati di nutrienti chiave, a supporto della salute umana e ambientale.
Fonte: The Organic Center