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Bruxelles è in discussione il via libera a cinque nuovi prodotti
transgenici: una “superpatata”, una barbabietola da zucchero e tre tipi
di mais transgenici. Il Movimento “Italia-Europa liberi da Ogm” punta a
frenare la Commissione europea, che finora ha utilizzato un cavillo
burocratico per approvare l’importazione in Europa di prodotti Ogm
delle multinazionali Usa del settore. In pratica nelle riunioni dei
ministri europei gli Ogm non riescono a ottenere l’approvazione. Ma il
fronte dei Paesi contrari raggiunge la maggioranza semplice e non
quella qualificata, necessaria per il “no” definitivo. A questo punto
la decisione passa alla Commissione, che dopo una valutazione attenta,
la emette. Finora l’istituzione di Bruxelles ha favorito le
multinazionali Usa del transgenico. Il governo Prodi si è schierato
contro gli Ogm, rispettando l’impegno preso durante la campagna
elettorale, ma il Ministro dell’agricoltura Paolo De Castro è stato
accusato di comportamento “ambiguo”. Il primo a contenere frontalmente
la Commissione è stato il presidente francese Sarkozy, che ha
annunciato di non voler riconoscere nel suo paese le autorizzazioni di
Bruxelles, per l’insufficiente rispetto del “principio di precauzione”.
I governi di Gran Bretagna e Olanda appoggiano l’avanzata nell’Ue dei
prodotti transgenici. La Germania ha aderito al fronte pro-Ogm per
favorire la multinazionale chimica tedesca Basf, che ha chiesto
l’autorizzazione per la patata transgenica. Sarebbe questo il primo Ogm
ad ottenere il via libera per la coltivazione in Europa. Finora le
approvazioni avevano riguardato solo le importazioni.<br></div><i>Fonte di informazione:</i> “Corriere della Sera”, 3 ottobre 2007, pg. 13.