L’emergenza “mucca pazza” ha contribuito a spingere nei dieci anni successivi i consumi di prodotti tipici degli italiani che sono aumentati del 650 per cento per un valore che ha raggiunto i 7,5 miliardi di euro. E’ quanto è emerso nel corso dell’incontro “Mucca pazza: dieci anni dopo”, promosso dalla Coldiretti e dalla Fondazione Univerde.<br>“La mucca pazza è stata uno spartiacque tra un modello di sviluppo dell’agroalimentare rivolto solo al contenimento dei costi ed uno attento alla qualità, all’ambiente e alla sicurezza alimentare che si è affermato e ha permesso all’Italia di conquistare la leadership in Europa”, ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini, che sottolinea “a cambiare è stato anche il modello di consumo che si è arricchito dei valori della eticità, della sostenibilità, della qualità e della sicurezza”. Dall’emergenza mucca pazza è emersa dunque – evidenzia la Coldiretti – un’agricoltura rigenerata attenta alla qualità delle produzioni, alla salute, all’ambiente e alla tutela della biodiversità.<br>La decisa svolta nei consumi e nella produzione verso sistemi di produzione piu’ sostenibili è confermato dal fatto – sostiene la Coldiretti – che il fatturato dei prodotti biologici in dieci anni è triplicato passando da meno di un miliardo di euro del 2000 agli oltre tre miliardi di euro attuali mentre si è piu’ che dimezzata la presenza di residui chimici nella frutta e verdura, con i campioni di frutta e ortaggi irregolari che sono scesi dal 2 per cento del 2000 ad appena lo 0,8 per cento attuali, rispetto alla media del 3,5 per cento a livello europeo secondo il rapporto sul “Controllo ufficiale dei residui di prodotti fitosanitari negli alimenti di origine vegetale” del ministero della Salute. <br><br>COLDIRETTI NEWS, 9 marzo 2011, www.coldiretti.it .<br><br>