<div style="text-align: justify;">A metà aprile la Dg
Agricoltura della Commissione UE ha reso pubblico il rapporto sulle
misure nazionali riguardanti le coltivazioni Ogm. Il catalogo europeo
delle sementi GM conta 47 varietà di mais, e in tutta Europa sono ben
62.200 gli ettari di campi coltivati a colture geneticamente modificate
(con un aumento del 12,8% rispetto al 2005). Ma la cosa che preoccupa è
che non tutti gli Stati Membri hanno notificato una legge sulla
coesistenza (tra cui l’Italia) nonostante le coltivazioni transgeniche
siano state avviate. Tra i sei Stati in cui si coltiva biotech (Spagna,
Francia, Portogallo, Germania, repubblica Ceca) ben due (Spagna e
Francia) sono privi di normativa specifica. I singoli Stati adottano
delle proprie misure anti-contaminazione, che prevedono delle distanze
minime tra coltura GM e coltura convenzionale pari a 200 metri (le
quali possono anche essere sostituite con file di coltivazioni
cuscinetto che poi sono vendute come GM). Le distanze aumentano se a
dover essere separate sono superfici OGM e coltivazioni certificate
come “OGM-free”, ma anche qui la distanza può essere sostituita da file
di coltivazioni tampone . Nel rapporto della Commissione si evidenzia
come si stia allargando il numero delle coltivazioni GM in Europa, a
fronte però di una limitata varietà di misure proposte dai vari Partner
per gestirlo. La Commissione UE ha sempre rifiutato l’idea di dettare
una legislazione in materia che fosse vincolante, preferendo invece
stilare delle linee guida tecniche specifiche per coltura basandosi su
dati scientifici, e quindi con il supporto dello JRC (Joint Research
Centre). Ma parallelamente sta lavorando anche la rete delle Regioni
“OGM-free”, che incontratasi con i tecnici della Commissione UE, ha
visto emergere una possibilità per le regioni di chiudere alle
coltivazioni OGM “su base volontaria” e cioè concordata tra le
amministrazioni e gli agricoltori e non su decisione amministrativa.
<br></div><div style="text-align: justify;"><i>Fonte di informazione:</i> “Agrisole” 27 apr.- 3 mag. 2007, pg. 7. </div>