<div style="text-align: justify;"><b></b>Le
Regioni hanno trovato un’intesa sulle linee guida per la coesistenza,
ossia le regole-base per garantire dalle contaminazioni Ogm le colture
tradizionali e biologiche. Il testo è stato approvato nelle settimane
scorse nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni. “E’ stato fatto un
buon lavoro – spiega Hans Berger, assessore all’Agricoltura della
Provincia autonoma di Bolzano e coordinatore delle Regioni sugli Ogm –
e alla fine è stato approvato un testo all’unanimità che ora dovrà
essere notificato a Bruxelles”. Il provvedimento delinea anche i
requisiti per l’avvio dei test in campo, finora vietati. Sarà compito
delle Regioni individuare l’area ed eseguire i controlli sia per la
sperimentazione di Ogm non autorizzati, che per il collaudo di quelli
autorizzati. I coltivatori, oltre a chiedere un’autorizzazione
preventiva, sono tenuti a dare informazioni sia ai vicini che ai
proprietari dei terreni, e sono tenuti a seguire un corso sulla
coesistenza. Inoltre, devono elaborare un piano aziendale, tenere un
registro in modo da permettere i controlli, pagare una tariffa alla
Regione e contrarre una polizza assicurativa o fideiussoria per la
copertura di eventuali danni. Le linee guida prevedono anche per i
contoterzisti l’obbligo di seguire un corso e di registrarsi presso le
Regioni, al fine di permettere i controlli. Inoltre, al pari degli
agricoltori, devono pagare una tariffa per sostenere le attività
regionali di registrazione e controllo. Le sanzioni per le violazioni
delle disposizioni sulla coesistenza, variano da 10mila a 60mila euro.<br></div><i>Fonte di informazione:</i> “Agrisole”, 7-13 dicembre 2007, pg. 4.