“OGM trovati nel latte delle mucche. Contaminata la filiera del Parmigiano”, di Sabina Morandi.

<div style="text-align: justify;">Il
Parmigiano Reggiano, uno dei prodotti più tipici del Made in Italy,
presenta tracce di Ogm. Lo evidenzia un rapporto di Greenpeace: nel
latte delle bovine sono state trovate tracce di organismi geneticamente
modificati. L’organizzazione ambientalista ha più volte sollecitato il
consorzio dei produttori ad affrontare il problema, che ha origine nel
fatto che il Parmigiano-Reggiano si fa con il latte, il latte viene
dalle mucche, mucche che mangiano ogni giorno mangime a base di soia
ogm della Monsanto. Le contaminazioni avvengono a livello statunitense,
dove le sementi ogm e quelle naturali vengono mischiate per non
rovinarsi un mercato sempre più diffidente nei confronti delle novità
biotech. E così gli ogm sono riusciti a contaminare una delle nostre
filiere più pregiate. E anche se la valutazione delle conseguenze
sanitarie di un’alimentazione a base di transgenico è ancora al di là
da venire, è sicuro però che le conseguenze economiche possono essere
anche molto gravi, perché rischiano di minare alla base la credibilità
dei prodotti DOP, sui quali si basa la fortuna del nostro export
alimentare. Per arginare il problema basterebbe impiegare foraggi
provenienti dall’Unione Europea oppure dal Paranà, stato brasiliano che
in controtendenza rispetto a Lula, ha tenuto pulite le sue terre dalle
sementi geneticamente modificate. Federica Ferrario, responsabile per
Greenpeace della campagna, spiega che per il parmigiano sarebbero
sufficienti 200mila tonnellate di soia annue. Greenpeace suggerisce di
rivolgersi a fornitori brasiliani di soia certificata non-ogm, oppure
cominciare a pensare a fonti proteiche alternative tipicamente europee
come il favino, il lupino dolce, i semi di pisello e l’erba medica,
come facevano i nostri nonni. Si tratta di un giro d’affari di 808
milioni di euro solo per la produzione del 2005 venduta nel 2006, il
16% della quale è stata esportata sul mercato internazionale.<br></div><i>Fonte di informazione:</i> “Liberazione”, 22 giugno 2007, pg. 6.