È l’Italia a guidare la crescita significativa della frutticoltura bio
a livello mondiale. Un comparto che ha bisogno di un alto livello di
ricerca. Franco Weibel, ricercatore dell’Istituto svizzero Fibl
spiega:”Alcune ricerche hanno rilevato una maggiore presenza di
metabolici secondari nella frutta bio, come i polifenoli, preziosi
alleati dell’uomo contro i radicali liberi che minacciano l’integrità
delle cellule”. In generale, la frutta bio è una coltura che richiede
molto lavoro, ma sulla protezione delle piante c’è stato grande
sviluppo e la sicurezza del raccolto è migliorata rispetto a dieci anni
fa. “Uno dei punti critici più importanti – continua Weibel – è invece
nel sistema di approccio al biologico, specialmente a livello
culturale. Tanti produttori passano infatti al bio solo perché il
convenzionale non va: operano con mezzi tecnici bio, ma con una
mentalità convenzionale. E’ quello che chiamiamo bio di sostituzione”.<br><i>Fonte di informazione:</i> “Agrisole”, 27 giu-3 lug 2008, pg. 10.