La direttrice scientifica emerita dell’Istituto Ramazzini, che si occupa da più di 40 anni di prevenzione primaria delle patologie ambientali, fra le quali viene riconosciuto anche il cancro e altre malattie croniche, cioè a lungo termine e con scarse probabilità di guarigione, come il diabete, l’Alzheimer, il Parkinson, l’infertilità, e altre, ha scritto un articolo a sostegno dell’agricoltura biologica e della costituzione dei biodistretti. Nello sviluppo di una vera agricoltura sostenibile l’autrice vede un’azione di prevenzione primaria, che lavora per la salute dell’uomo, richiede un forte impegno collettivo e contribuisce alla sostenibilità del nostro modello agricolo.
L’articolo affronta il tema della sostenibilità nei suoi molteplici aspetti, introducendo poi il concetto di “One Health”, spesso evocato dalle istituzioni internazionali e dalla scienza, ma di cui però sovente non si coglie il significato intrinseco.
L’interessante intervento si può leggere a questo LINK
Fonte: La Gazzetta di Modena