“Prezzo del pane alle stelle, a settembre rincari del 7,5%”, di Barbara Ardù.

<div style="text-align: justify;">Secondo
l’Istat è il settore agroalimentare a spingere sul tasso d’inflazione
(che era all’1,6% ad agosto ed è aumentato all’1,7% in settembre).
Tutta colpa dei rincari dei generi alimentari, i cui prezzi sono
cresciuti del 2,9%. Colpiti pasta, carne, frutta e latte. Ma la pietra
dello scandalo è il pane: in un anno il suo prezzo è salito del 7,5%. E
a Roma l’Antitrust ha aperto un’indagine per verificare se sia vero o
no che gli 8000 panificatori di Roma e provincia abbiano formato un
cartello anticoncorrenziale. A sollevare il caso era stata
l’associazione Altroconsumo. Secondo la Cia “I dati sull’inflazione di
settembre confermano che sui prezzi alimentari si sono scatenati
rincari selvaggi e speculazioni”. Sotto accusa è la filiera: “I prezzi
si gonfiano in maniera abnorme dal campo alla tavola”, mentre secondo
la Coldiretti rialzi di tale portata cominciano a farsi sentire sui
consumi, in calo del 7% nel caso del pane e del 4,5% per la pasta. Ma
il Ministro delle Politiche agricole, Paolo De Castro, frena gli
allarmismi: “Il temuto caro-spesa è stato scongiurato”, perché
“nonostante l’incremento eccezionale dei prezzi agricoli internazionali
di questi mesi, l’indice generale dei prezzi è rimasto invariato”. I
dati Istat però parlano chiaro. Per la pasta l’aumento è stato del
4,5%, per il latte del 3,2, per la frutta del 5,6. E così via per tutti
gli alimentari.<br></div><i>Fonte di informazione:</i> “La Repubblica”, 16 ottobre 2007, pg. 12.