Progetto “Ristored rice”: 40 quintali a ettaro per il riso biologico

Come migliorare le rese e la produzione di riso biologico: è lo scopo del progetto Restored Rice, sviluppato nel Delta dell’Ebro durante la campagna 2025 dall’imprenditrice agricola biologica Elisenda Franquet.

Il progetto ha dimostrato che la coltivazione del riso biologico può essere tecnicamente, agronomicamente ed economicamente sostenibile negli ambienti deltizi mediterranei. Il modello produttivo si basa su una gestione integrata che combina il controllo meccanico delle infestanti, una gestione precisa e continua dell’acqua, una fertilizzazione organica moderata e una scelta varietale mirata.

La sperimentazione è condotta su una superficie di 2 ettari precedentemente mantenuta a riposo. Questa è la condizione che ha consentito l’immediato ottenimento della certificazione biologica. La varietà Arodelta, riso aromatico di tipo índica, si è dimostrata ben adattata alle condizioni pedologiche e di salinità del Delta, grazie a un buon vigore iniziale e alla capacità di competere con la flora infestante in condizioni di sommersione permanente. Il controllo delle infestanti è stato ottenuto esclusivamente mediante taglio meccanico selettivo, in combinazione con una lama d’acqua stabile e relativamente elevata, eliminando completamente l’uso di erbicidi.

Resa superiore alla media bio

La produzione ha raggiunto 3.936 kg/ha con un contenuto di impurità pari al 3%, valore particolarmente elevato per un sistema biologico e superiore agli standard medi delle produzioni convenzionali. Nonostante il potenziale produttivo inferiore delle varietà índica rispetto a quelle japonica, la qualità del prodotto e la pulizia della granella risultano molto elevate. L’osservazione di fauna acquatica e avicola conferma inoltre l’impatto positivo del sistema sulla biodiversità e sulla qualità ambientale.

Margine netto al 6%

Dal punto di vista economico, il sistema Restored Rice ha generato un margine netto superiore di circa il 6% rispetto a un sistema convenzionale di riferimento, grazie alla riduzione dei costi per input chimici e al maggiore valore di mercato del risone biologico. Il modello si presenta come replicabile e rappresenta una soluzione concreta per la transizione agroecologica delle aree risicole, consentendo di coniugare redditività, qualità del prodotto e sostenibilità ambientale.

Fonte: Risoitaliano