“Testaccio, l’altra economia ha trovato casa”, di Simona De Santis.

<div style="text-align: justify;">E’ stata inaugurata a Roma la “Città dell’altra economia”,
nell’area ex-Mattatoio: tremila e cinquecento metri quadri di spazio
permanente aperti nel cuore di Testaccio. E’ la prima area pubblica in
Europa dedicata alle economie solidali. Diviso in comparti che parlano
da soli: agricoltura biologica, commercio equo-solidale, energie
rinnovabili, riuso e riciclo. Ma anche il software libero, turismo
responsabile, sportello finanza etica e comunicazione aperta. La città
dell’altra economia usa solo materiali ecologici ed è alimentata da
pannelli solari e impianti fotovoltaici. Il 30% dello spazio è a
disposizione per manifestazioni culturali. Le agenzie di viaggio per
turisti responsabili hanno pronti gli itinerari. Il
bioequobar-ristorante prepara gustosi piatti, e poi ci sono i giochi
ecologici, i pc riciclati, i pannelli solari, la biblioteca e la sala
conferenze. Nel Lazio il mondo del no-profit conta 124 mila operatori
(il 19,7% del totale nazionale, ai quali si aggiunge la schiera dei
volontari, 141 mila.<br></div><i>Fonte di informazione:</i> “Corriere della Sera”, 30 settembre 2007, pg. 1.