Dal 1° luglio entra in vigore il nuovo logo europeo per il biologico, che comporta l’indicazione obbligatoria in etichetta dell’origine delle materie prime e dell’ente responsabile dei controlli. “Ci auguriamo . spiega il commissario europeo all’Agricoltura Dacian Ciolos – che il nuovo logo europeo diventi un simbolo largamente conosciuto per la produzione di alimenti biologici in materia di agricoltura biologica”. In tutta Europa ci sono otto milioni di ettari di terra coltivati in modo biologico, un milione solo in Italia che con circa 45mila aziende impegnate nel settore detiene il primato europeo che vale un giro d’affari di tre miliardi. Secondo un’analisi Coldiretti/Swg il 56% degli italiani ha messo nel carrello della spesa prodotti biologici almeno qualche volta nel corso del 2009, durante il quale si è verificato un aumento record del 7% negli acquisti familiari di prodotti biologici, in controtendenza rispetto alla crisi generale. Con le nuove regole sui prodotti si leggerà “agricoltura UE” quando gli ingredienti siano tutti provenienti dal territorio europeo, mentre si avrà “agricoltura Non Ue” nel caso di importazione da Paesi Terzi; e “agricoltura Ue/Non Ue” quando si tratta di provenienza mista. Per gli Ogm si autorizza un livello di tolleranza accidentale pari allo 0,9%, lo stesso che vale per l’agricoltura tradizionale. Anche la pratica dell’acquacoltura si ispira, nella nuova normativa, allo sfruttamento sostenibile della pesca.<br><br>“La Stampa”, 4 luglio 2010, p. 27.<br><br>