“Una ristorazione a tutto bio”.

Il bio si è ritagliato spazio nella ristorazione collettiva: la legge 488/1999 vincola le amministrazioni all’uso quotidiano di prodotti biologici, e una mezza dozzina di norme regionali ne incentiva&nbsp; l’utilizzo. Risultato: ogni giorno oltre un milione di bambini mangia biologico, con effetti positivi sulle vendite (il bio nel food service è valutato oltre i 200 milioni). Nel corso di un convegno svoltosi al Sana, alcuni dei protagonisti del settore hanno analizzato criticità e potenzialità. Otto italiani su dieci consumano quotidianamente pasti fuori casa, ma l’offerta bio nella ristorazione è inadeguata alla domanda potenziale. Intercettare anche solo il 2% dei 70 miliardi del fuori casa raddoppierebbe il mercato biologico nazionale: il settore considera strategica la ristorazione commerciale e da tempo sollecita norme in materia (il Regolamento 834/07 ne delega la disciplina ai Paesi membri). Ma vi sono delle perplessità espresse dal settore bio e dagli esercenti, che temono oneri burocratici e complicazioni gestionali per le imprese, pure interessate a cogliere l’opportunità di diversificazione. Si auspicano disposizioni che coniughino efficaci misure di controllo e semplificazione amministrativa.<br><br>Terra e Vita, N. 37/2011, 17 settembre 2011, p. 10.<br><br><br>