“Vino bio, scontro Nord-Sud sui solfiti”, di Giorgio Dell’Orefice.

<br>E’sul vino biologico il nuovo scontro in Europa fra Paesi
del Nord e Paesi mediterranei.<br>La Commissione Ue dovrà infatti definire a breve le regole quadro
per il settore che ne è sprovvisto.<br>L’attuale cornice normativa si ferma in campo e non
disciplina anche il processo produttivo.<br>L’ascesa del settore emerge chiaramente dalle cifre. Gli
ettari dedicati alla produzione<br>di vino bio in Europa sono circa 93mila, superfici che hanno
inoltre messo a segno una crescita nell’ultimo biennio del 23%.<br>Un trend che è andato di pari
passo con i consumi di prodotti alimentari biologici che, in un periodo che ha visto frenare anche
le vendite di prodotti alimentari convenzionali, sono invece aumentati<br>del 5% nel 2008 e del 7%
nel 2009.<br>In questi mesi di discussione si è aperta una frattura profonda fra Paesi del Nord
Europa (Germania e Austria) e Paesi mediterranei (Italia, Francia e Spagna). Lo scontro riguarda la
possibilità di utilizzare in cantina solfiti: l’anidride solforosa infatti è un importante
stabilizzatore che consente di correggere in cantina difetti spesso dovuti al clima sfavorevole in
vigneto. Il ricorso ai solfiti è quindi indispensabile per i Paesi del Nord Europa. «I limiti
all’utilizzo di solfiti – spiega la responsabile scientifica dell’Associazione italiana per
l’agricoltura biologica (Aiab) Cristina Micheloni – oggi variano da un minimo di 80 milligrammi
litro per un vino rosso secco a un massimo di oltre 300 per un vino bianco dolce. L’Italia ne
proponeva l’eliminazione, mentre la Germania voleva un taglio di appena 10 milligrammi. La Francia
sta cercando una mediazione su un’ipotesi di taglio di 35 milligrammi subito,<br>con una revisione
dei limiti fra due anni”.<br>Ma il crescente successo di questa che resta una nicchia non è
testimoniato solo dai positivi trend di mercato, ma anche dall’attenzione suscitata in imprese di
maggiori dimensioni, convinti delle grandi potenzialità di sviluppo di questo
segmento.<br><br><br>“Agrisole”, 23-29 aprile 2010, p. 13.<br><br>