Germania, un’indagine USDA: un agricoltore tedesco su sette è ora biologico

La Germania è il secondo mercato mondiale del biologico. Ha buone prospettive per i prodotti biologici statunitensi, tra cui noci, frutta, verdura e prodotti alimentari trasformati. La crescita del mercato è rallentata quest'anno a causa dell'alta inflazione e dell'aumento dei prezzi dei prodotti alimentari, ma si tratta probabilmente di una situazione temporanea.

Germania: calano le vendite dei prodotti bio per la prima volta nel 2022

Per la prima volta il mercato tedesco del biologico si è contratto. Da gennaio a ottobre 2022, le vendite di prodotti alimentari biologici sono diminuite del 4,1%, con un calo dei volumi del 5,7%. Tuttavia, si prevede che le vendite raggiungeranno i 15 miliardi di euro, 2,7 miliardi in più rispetto al 2019. Ciò significa che il mercato biologico ha mantenuto l'altissima crescita delle vendite del 22% registrata nel primo anno della pandemia.

USA: calano i produttori bio e la domanda supera l’offerta

Negli Stati Uniti, la domanda di prodotti biologici  supera ormai  l'offerta. Peggio ancora, invece di crescere per soddisfare la domanda, il numero di agricoltori che passano al biologico è in calo. Il mese scorso, l'USDA ha dichiarato che avrebbe speso fino a 300 milioni di dollari per aiutare un maggior numero di agricoltori a passare al biologico.

“Progetto per lo sviluppo e la prosecuzione delle attività volte alla definizione delle dimensioni economiche del settore dell’agricoltura biologica ai diversi livelli della filiera: DIMECOBIO IV 2021-2024” “DIMECOBIO IV 2021-2024”

Obiettivi generali

a) Monitoraggio strutturale e economico del settore biologico.

b) Analisi delle dinamiche che caratterizzano il settore del biologico e che influiscono sul suo sviluppo

c) Avviare progetti di analisi per colmare vuoti informativi

d) Supporto alla definizione del nuovo quadro normativo del settore  

 

Breve descrizione del progetto

Biologico, il rallentamento non è un problema di prezzo, di Roberto Pinton

TerraèVita pubblica un interessante articolo sulle cause della recente decrescita delle vendite dei prodotti biologici, partendo da un’analisi della contrazione (peraltro disuniforme) delle aziende e delle superfici avvenuta tra il 2001 ed il 2004, poi rientrata con aumenti costanti fino ad oggi. Viene preso in esame il comportamento dei consumatori, soprattutto durante i mesi della pandemia, viene criticato l’operato degli analisti di mercato, e si danno indicazioni su quale direzione prendere per invertire il trend non positivo.