Il nostro settore agroalimentare è sia vittima che responsabile delle pressioni ambientali quali la crisi climatica e il collasso della biodiversità. Inoltre, l’attuale instabilità geopolitica sta mettendo in luce le principali vulnerabilità del nostro modello attuale, sottolineando la necessità di un intervento urgente. Il settore può essere parte della soluzione, con un’agricoltura sostenibile e una gestione responsabile del territorio a vantaggio sia degli agricoltori che della natura. Nel luglio 2025, la Commissione europea ha presentato i suoi piani per la prossima politica agricola comune (PAC), nell’ambito del bilancio a lungo termine dell’Ue (il quadro finanziario pluriennale o QFP). La proposta è altamente problematica, nonostante alcuni passi nella giusta direzione, come un sostegno al reddito più mirato. Anziché aumentare i finanziamenti per la protezione e il ripristino della natura e degli ecosistemi agricoli, i piani della Commissione rafforzerebbero gli elementi più regressivi della PAC, non incorporerebbero un approccio basato sui sistemi alimentari, concederebbero ai governi dell’Ue un’eccessiva flessibilità e minerebbero la preparazione del settore ad affrontare gravi crisi ambientali. A sostegno dei negoziati e sulla base della loro visione comune, il presente documento illustra le principali modifiche che BirdLife Europe, EEB, Greenpeace e WWF raccomandano alle istituzioni dell’Ue per migliorare il quadro giuridico proposto e fornire gli incentivi necessari affinché il settore compia una transizione significativa verso la sostenibilità e la resilienza.