Il presidente dell’Associazione nazionale bioagricoltura sociale – BioAS fa in questo articolo un bilancio dell’agricoltura sociale in Italia, settore che è in prima battuta il risultato di scelte di vita di piccoli imprenditori agricoli e di cooperative sociali che praticano l’agricoltura biologica e che hanno aperto le porte delle loro aziende a soggetti svantaggiati, a progetti di educazione ambientale, a prestazioni e servizi che affiancano e supportano le terapie mediche, psicologiche e riabilitative.
L’associazione nazionale bioagricoltura sociale (BioAS), nata nel 2018, ha avuto il merito di intuire la portata innovativa del fenomeno e di dare un supporto organizzativo, formativo e progettuale che è diventato l’elemento catalizzatore per la crescita dell’agricoltura sociale in Italia. La nascita di BioAs ha affermato lo stretto collegamento tra agricoltura sociale e le diverse realtà associative nazionali da decenni impegnate nella promozione dell’agricoltura biologica: un dato incontrovertibile e identitario è infatti rappresentato dal nesso inscindibile tra l’agricoltura sociale e il biologico. Il focus sulla tutela dell’ambiente, il contrasto ai cambiamenti climatici e alle nuove e vecchie povertà sono ormai scelte strategiche del movimento sia in Italia che in Europa. E l’originalità del caso italiano è rappresentata da migliaia di esperienze (molte ancora non censite) nelle quali l’agricoltura, in una veste non esclusivamente produttivistica, ha incontrato il terzo settore, confrontandosi con strutture per tossicodipendenti, ex detenuti e persone affette da disagio psichico o motorio, promuovendo nuovi modelli di inclusione sociale.
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Fonte: BioAS