L’agricoltura biologica rappresenta una delle opportunità più significative per rafforzare il valore del comparto agroalimentare in Sicilia. Un modello produttivo che non riguarda soltanto il metodo con cui vengono coltivati i campi, ma coinvolge l’intera organizzazione delle aziende agricole, la gestione delle risorse naturali e il rapporto con il territorio. In Sicilia questo percorso assume una particolare rilevanza per la varietà delle produzioni, la ricchezza della biodiversità e il forte legame esistente tra agricoltura, paesaggio e identità locale.
Valorizzare il biologico significa quindi intervenire contemporaneamente sulla qualità dei prodotti, sulla sostenibilità ambientale e sulla capacità delle imprese di essere competitive sui mercati. Proprio alla luce del peso strategico assunto dal comparto, l’assessorato regionale alle Attività produttive, guidato da Edy Tamajo, guarda con particolare attenzione alla sua evoluzione, seguendone costantemente dinamiche, trasformazioni e prospettive di sviluppo.
La crescente attenzione dei consumatori verso l’origine degli alimenti e i sistemi utilizzati per produrli sta infatti modificando progressivamente le scelte di acquisto. Qualità, tracciabilità, rispetto dell’ambiente e responsabilità sociale sono diventati elementi che contribuiscono alla percezione complessiva di un prodotto agroalimentare. Per le aziende siciliane la sostenibilità può trasformarsi così da semplice requisito produttivo in un elemento distintivo.
L‘articolo, che si può leggere a questo LINK, introduce ai principi dell’agricoltura biologica con uno specifico riferimento alla realtà siciliana, proponendo agli agricoltori dell’isola non ancora “biologici” di considerare una conversione a questo sistema sostenibile , sottolineando le tendenze in atto dei consumi e le realtà del territorio.
Fonte: Livesicilia.it