L’11 maggio, in seno al Comitato speciale per l’agricoltura, gli Stati membri hanno concordato una posizione negoziale per l’aggiornamento delle norme dell’Ue in materia di produzione biologica ed etichettatura. L’obiettivo è rendere le norme più semplici da seguire e più chiare da interpretare, nonché sostenere la crescita continua del settore biologico in tutta Europa.
Gli aggiornamenti proposti si concentrano su alcuni aspetti specifici del quadro normativo esistente, mantenendo al contempo gli elevati standard dell’Ue per i prodotti biologici. In questo modo, il Consiglio spera di mantenere la fiducia dei consumatori nel marchio biologico dell’Ue, ridurre gli oneri amministrativi per gli agricoltori, le imprese e le autorità nazionali e rafforzare la competitività e la resilienza del settore biologico.
La posizione del Consiglio si concentra in particolare su:
- semplificazione e flessibilità: il Consiglio intende semplificare le norme per i piccoli operatori, prevedendo esenzioni dalla certificazione e adeguamenti delle soglie di fatturato. I piccoli rivenditori online di prodotti biologici preconfezionati saranno esentati dalla certificazione a determinate condizioni. Ciò mira a ridurre gli oneri amministrativi e a incoraggiare la partecipazione all’agricoltura biologica.
- prodotti biologici importati ed etichettatura: la posizione del Consiglio chiarisce che i prodotti importati da paesi con sistemi di produzione biologica riconosciuti come equivalenti a quelli dell’Ue non possono utilizzare il logo biologico dell’Ue, ma possono utilizzare il logo biologico del loro paese di origine. Il Consiglio sostiene al contempo la possibilità di utilizzare il logo biologico dell’Ue sui prodotti importati se questi soddisfano requisiti di produzione e controllo aggiuntivi che vanno oltre gli standard di equivalenza, garantendo che si avvicinino al rigore delle norme biologiche dell’Ue. Ciò mira a facilitare gli scambi commerciali e a mantenere la fiducia dei consumatori.
- eliminazione della proposta della Commissione di consentire l’uso del marchio biologico dell’Ue su prodotti contenenti fino al 5% di ingredienti provenienti da paesi terzi che non soddisfano criteri aggiuntivi.
- uso temporaneo di fattori di produzione non biologici: viene introdotta una flessibilità temporanea per i mangimi proteici non biologici destinati al pollame e ai suini, nonché per i novellame dell’acquacoltura, con l’intenzione di eliminare gradualmente tali deroghe.
La posizione del Consiglio consente inoltre che i prodotti già etichettati in base al vecchio sistema continuino ad essere venduti fino all’esaurimento delle scorte. Ciò eviterà perturbazioni del mercato. Le misure transitorie garantiscono continuità e certezza giuridica per i prodotti biologici importati e per gli scambi commerciali durante l’attuazione delle nuove norme.
Prossimi passi
I negoziati tra la presidenza del Consiglio e il Parlamento europeo dovrebbero iniziare il prima possibile. L’Ue mira a raggiungere un accordo entro la fine dell’anno per garantire una transizione senza intoppi del riconoscimento dei paesi terzi i cui sistemi di produzione e controllo biologici sono stati riconosciuti equivalenti a quelli dell’Unione. L’accordo attuale scade il 31 dicembre 2026.
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Fonte: Consiglio europeo