Biodistretti del Lazio come modelli territoriali integrati per la conservazione della biodiversità e l’adattamento climatico: un paper di esperti del CREA

Un gruppo di esperti del CREA ha pubblicato sul social network ResearchGate dedicato alla condivisione  di pubblicazioni tra scienziati, ricercatori e accademici un intervento che esamina il ruolo dei biodistretti come strumenti di governance territoriale integrata per la conservazione della biodiversità e l’adattamento ai cambiamenti climatici nell’area mediterranea, con particolare attenzione alla Regione Lazio come caso di studio.

Il bacino del Mediterraneo è uno dei principali hotspot di biodiversità al mondo ed è altamente vulnerabile ai cambiamenti climatici, alla desertificazione e alla semplificazione dei sistemi agricoli. In questo contesto, i biodistretti sono emersi come modelli territoriali innovativi che integrano agricoltura biologica, governance partecipativa e pianificazione sostenibile dell’uso del suolo.

Lo studio adotta un approccio a metodi misti, combinando un’analisi qualitativa dei quadri di governance e normativi con un’analisi spaziale quantitativa dell’uso del suolo basata sui dati Corine Land Cover (CLC). In una fase analitica finale, viene sviluppata una matrice SWOT basata su indicatori per supportare una valutazione strategica e comparativa della sostenibilità agricola e territoriale nelle aree dei biodistretti. L’analisi copre 13 biodistretti riconosciuti dalla Regione Lazio, che comprendono 117 comuni. I risultati indicano che i distretti biologici del Lazio sono caratterizzati da un’elevata complessità agroecologica e da una significativa presenza di usi del suolo ad alto valore ecologico, tra cui modelli di coltivazione complessi, aree agricole intervallate da vegetazione naturale, colture permanenti tradizionali e aree boschive. Oltre il 50% della superficie totale dei distretti biologici rientra in categorie di usi del suolo ad alto valore ecologico. Questi risultati suggeriscono che i distretti biologici possono rappresentare strumenti territoriali efficaci per l’attuazione di politiche di sostenibilità ambientale, biodiversità e adattamento climatico, con una potenziale replicabilità in altre regioni del Mediterraneo.

Fonte: ResearchGate