Si svolge giovedì 20 febbraio a Cirò, ospitato nei locali del Palazzo dei Musei, sede della Casa dei Vini di Calabria, un corso di formazione volto a favorire la transizione agroecologica della vitivinicoltura calabrese e rafforzare la capacità dei vigneti di adattarsi agli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico. L’iniziativa rientra nel Progetto Natur. Bio, finanziato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, ed è promossa da UpBio e Rete Humus, in collaborazione con l’Associazione Agricoltura Biologica Calabria (Abc) , il laboratorio Enocalabria di Cirò Marina e il gruppo di viticoltori Cirò Revolution, da anni impegnato nella sperimentazione di pratiche biologiche e sostenibili nel territorio.
Il corso nasce come momento di confronto tra esperti e operatori del settore vitivinicolo biologico e dell’agroecologia, con l’obiettivo di condividere metodologie di rilevamento e monitoraggio dei suoli, strategie per aumentare la sostanza organica, favorire la biodiversità e ridurre l’impatto degli eventi climatici estremi. Al centro anche la prevenzione delle malattie della vite e la tutela degli equilibri ecosistemici.
«I cambiamenti climatici e la crisi ambientale mettono a dura prova anche le vigne coltivate con metodo biologico – spiega Maurizio Agostino, presidente di Abc –. Non è più sufficiente eliminare pesticidi e concimi chimici di sintesi. Per attenuare gli eccessi climatici è necessario incrementare in modo reale la fertilità organica dei suoli e accrescere la biodiversità, anche attraverso pratiche di agroforestazione». Secondo Agostino, solo una vera rete di servizi ecologici alle colture può ridurre gli effetti del caldo estremo e contrastare patologie emergenti sempre più aggressive, come le cicaline della vite. «Questo corso – conclude – rappresenta un primo passo concreto verso la transizione agroecologica della vitivinicoltura calabrese».
L’agroecologia, infatti, non si limita al miglioramento della fertilità del suolo e all’incremento della biodiversità attraverso infrastrutture ecologiche, ma promuove anche il rispetto della dignità umana e la giustizia sociale lungo tutta la filiera agricola. Il percorso formativo vedrà la partecipazione di relatori di alto profilo: Anna Strohmenger, agronoma esperta in microbiologia del suolo; Mario Villamiel dell’Associazione Terranima; Catia Viscomi e Maurizio Agostino per l’Associazione Abc.
In collegamento dagli Stati Uniti interverrà anche Clara Nicholls, docente dell’University of California, Berkeley, che illustrerà le sue ricerche sulla conversione agroecologica dei vigneti californiani.
Il corso, dal titolo “Vigneti in agroecologia. Rigenerare la fertilità organica dei suoli, incrementare la biodiversità, adattare le colture ai cambiamenti climatici, prevenire le cause di malattia, ottenere buoni vini biologici”, sarà articolato in due momenti. La mattina, dalle 10 alle 13, è prevista una lezione in campo nei vigneti biologici del Cirotano, dedicata ai metodi di rilevamento delle condizioni agrosistemiche e della fertilità del terreno. Nel pomeriggio, dalle 14. 30 alle 17. 30, il confronto si sposterà in aula, a Cirò, per l’analisi dei dati raccolti e l’approfondimento delle strategie agroecologiche insieme agli agricoltori interessati.
Il territorio cirotano rappresenta oggi uno dei poli più importanti della viticoltura biologica calabrese. Negli ultimi vent’anni, infatti, la diffusione del biologico ha interessato in modo significativo l’area: i vigneti bio in Calabria coprono 3.155 ettari, pari a oltre il 18% della superficie viticola regionale. Complessivamente, le aziende agricole biologiche calabresi sono 10.177, per una superficie convertita di 186.521 ettari, pari al 34% della superficie agricola regionale, dati che collocano la Calabria ai primi posti in Italia. Le cifre provengono dalla banca dati ministeriale SINAB (2025).
Fonte: CrotoneNews