Facciamo i conti con la PAC, di Francesco Giardina

<div style="text-align: justify;">La riforma
della PAC è stata accolta dagli agricoltori con freddezza e forse con
un po’ di perplessità. I meccanismi, abbastanza complessi e non ancora
del tutto rodati, faranno passare quindi probabilmente il primo anno di
applicazione in sordina. Le ipotesi di sviluppo per il futuro e anche
le paure, che sempre accompagnano ogni modifica, sono infatti le più
disparate. Un elemento risulta però ad oggi evidente con chiarezza: per
favorire lo sviluppo del biologico italiano è necessario mettere in
atto una politica a tutto campo, che possa coordinare le azioni su
alcuni pilastri fondamentali: contributi, promozione, mercato e
ricerca. Senza una visione d’insieme infatti difficilmente si potrà
centrare quell’obiettivo che, a parole, rappresenta una priorità per
tutto il sistema agroalimentare italiano.<br></div><i>Fonte di informazione:</i> «BioAgriCultura», n. 93, marzo-aprile, pp. 14-15