Francia: diversi produttori di vino abbandonano la certificazione biologica dopo devastanti perdite di raccolto

Molti produttori di vino francesi si trovano di fronte a una decisione difficile, poiché sempre più aziende stanno abbandonando la certificazione biologica dopo anni di impegno. In regioni come Pouilly-sur-Loire, l’annata 2024 ha presentato seri problemi. Le forti piogge hanno dilavato i trattamenti a base di rame prima che potessero proteggere le viti, rendendo il raccolto vulnerabile alla peronospora. Sébastien Redde, del Domaine Michel Redde et Fils, ha raccontato di come la sua famiglia abbia effettuato 22 passaggi con il trattore nei vigneti nel tentativo di salvare il raccolto. Nonostante gli sforzi, hanno perso il 90% del raccolto. L’uva rimanente è stata venduta a commercianti all’ingrosso e la famiglia ha deciso di non imbottigliare l’annata di quell’anno. Questa situazione non è un caso isolato per Pouilly-sur-Loire. Nella Valle della Loira e nella regione di Bordeaux, molte aziende hanno iniziato la conversione al biologico nel 2020, hanno ottenuto la certificazione nel 2023, per poi tornare sui propri passi nel 2024 dopo perdite catastrofiche. Il problema principale è l’uso di trattamenti a base di rame nella viticoltura biologica: la sua efficacia diminuisce durante i periodi di forti piogge e può accumularsi nel terreno nel tempo, causando danni a lungo termine.

Anche le pressioni economiche si stanno intensificando. L’agricoltura biologica spesso richiede più manodopera e costi più elevati per la gestione delle malattie. Quando i raccolti crollano, come è successo nel 2024, l’impatto finanziario può essere devastante. Alcuni produttori si chiedono se sia sostenibile continuare a utilizzare metodi biologici se devono rischiare la propria vita anno dopo anno.

L’industria vinicola francese ha visto un costante aumento dei vigneti biologici nell’ultimo decennio. Secondo i dati del settore, circa il 20% dei vigneti francesi era certificato biologico all’inizio del 2024. Tuttavia, recenti battute d’arresto hanno indotto alcuni produttori a riconsiderare il loro approccio. Le condizioni meteorologiche imprevedibili legate ai cambiamenti climatici hanno reso la pressione delle malattie più intensa e meno prevedibile.

I produttori che hanno abbandonato la certificazione biologica affermano che non si è trattato di una decisione presa alla leggera. Molti si sono dedicati all’agricoltura biologica per convinzione ambientale e per il desiderio di proteggere la propria terra per le generazioni future. Ma dopo ripetuti fallimenti dei raccolti e debiti crescenti, alcuni ritengono di non avere altra scelta se non quella di tornare ai metodi convenzionali o di cercare soluzioni alternative. Gli esperti del settore osservano che questa tendenza potrebbe avere implicazioni più ampie per il futuro del vino francese. Se un numero maggiore di produttori abbandonasse le pratiche biologiche, ciò potrebbe rallentare il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità fissati dalle autorità nazionali e dai mercati internazionali. Allo stesso tempo, alcuni viticoltori stanno esplorando nuove tecniche come la gestione integrata dei parassiti o sperimentando vitigni resistenti alle malattie per conciliare le preoccupazioni ambientali con le realtà economiche.

Il dibattito sulla viticoltura biologica in Francia rimane complesso e profondamente personale per coloro che vi sono coinvolti. Per ora, molti viticoltori stanno valutando le proprie opzioni in vista delle prossime vendemmie, sperando in condizioni meteorologiche più favorevoli e in una maggiore stabilità che consentano loro di continuare a produrre vini di alta qualità, proteggendo al contempo la propria terra e il proprio sostentamento.

Fonte: Vinetur