Giornata Europea del Biologico 2026: cresce il mercato, l’Italia sfiora il 20% di superficie bio e presenta il Marchio Biologico Italiano

In occasione della Giornata Europea del Biologico 2026, si è svolta a Roma il 23 settembre presso Palazzo Panisperna, un evento nel corso del quale sono stati presentati i principali risultati dell’ultimo rapporto “Bio in cifre”, elaborato da ISMEA in collaborazione con CIHEAM Bari ed è, inoltre, stato presentato il nuovo Marchio Biologico Italiano. Il marchio è destinato a identificare i prodotti biologici ottenuti da materie prime coltivate e allevate in Italia e affiancherà il marchio biologico dell’Unione europea, valorizzando l’origine nazionale delle produzioni biologiche italiane. L’iniziativa rappresenta un importante strumento di tutela e promozione delle filiere biologiche nazionali.

Grande attenzione è stata data anche ai dati statistici strutturali e di mercato del biologico relativi al 2025. Essi confermano la solidità e il dinamismo del settore biologico italiano, con il valore degli acquisti domestici di prodotti biologici che ha raggiunto i 4,4 miliardi di euro, segnando un incremento del 9,2% rispetto al 2024 e rappresentando il livello più elevato mai registrato nel Paese.

Sul fronte delle superfici agricole, il biologico interessa complessivamente 2,38 milioni di ettari, pari al 19,4% della superficie agricola nazionale. Sono nove i territori che hanno già superato l’obiettivo europeo del 25% di superficie agricola utilizzata biologica, tra cui la Provincia Autonoma di Bolzano e diverse regioni del Centro-Sud Italia.

Gli operatori biologici in Italia sono 95.389, di cui oltre 85 mila aziende agricole. Nonostante una lieve flessione rispetto all’anno precedente, il comparto registra una crescita superiore al 32% nell’ultimo decennio, confermando il ruolo strategico del biologico nel sistema agroalimentare nazionale

Nel corso della manifestazione sono stati inoltre approfonditi il contributo della PAC a sostegno del biologico, gli interventi nazionali previsti per il 2025 e il 2026, il percorso di adesione al nuovo marchio attraverso il sistema SIAN e il ruolo della formazione e della ristorazione nella diffusione della cultura del biologico.

Come sottolineato dal Luigi D’Eramo, Sottosegretario di Stato al MASAF, il nuovo marchio rappresenta “un ulteriore strumento a sostegno del settore, capace di rafforzare le filiere biologiche italiane, tutelare il valore delle produzioni nazionali e consolidare il rapporto di fiducia con i consumatori”.

Fonte: SINAB