Il FIBL in Tunisia: un sostegno allo sviluppo del settore biologico con il progetto “Biorest”

Dal 2021, il FiBL collabora con la FAO in Tunisia al progetto Biorest, un’iniziativa strategica a sostegno dello sviluppo della produzione biologica nazionale. Dopo un’iniziale attenzione a pilastri istituzionali come l’armonizzazione della legislazione biologica e la certificazione dei laboratori nazionali, il partenariato è entrato nella sua seconda fase. Questa fase dà priorità al rafforzamento delle capacità delle strutture biologiche tunisine, concentrandosi in particolare su approcci agroecologici avanzati.

Le attività principali hanno incluso due sessioni di formazione in loco, a maggio e giugno 2025, tenute da esperti del FiBL sulle pratiche biologiche avanzate nella produzione zootecnica e vegetale. Inoltre, il FiBL ha sviluppato una guida completa alla lettura della nuova legislazione biologica dell’Ue, in collaborazione con le amministrazioni nazionali, per aiutare gli operatori dell’intera filiera ad allinearsi a questa legislazione e ad affrontare le disparità di genere nella gestione del territorio.

Le pratiche agroecologiche fanno ora parte del programma di formazione nazionale per i responsabili delle aziende agricole. Una componente centrale di questi sforzi riguarda la partnership con la fondazione SwissContact per la formazione di formatori agricoli presso il centro pilota di El Kef in Tunisia. Queste sessioni hanno introdotto tecniche agroecologiche pratiche progettate per superare i limiti dell’agricoltura intensiva, come la ridotta disponibilità idrica e l’aumento delle temperature.

I partecipanti hanno esplorato soluzioni intelligenti per il clima, tra cui il diserbo meccanico in sostituzione degli erbicidi, il biocontrollo per la produzione di frutta e verdura e l’uso strategico del sovescio per migliorare la salute del suolo nonostante la siccità estiva. I workshop hanno inoltre dimostrato che le associazioni di colture, l’integrazione del bestiame e la conservazione dell’humus possono migliorare significativamente la coesione del suolo, la produttività complessiva del campo e la resilienza dell’azienda agricola.

Le sessioni di formazione sono state altamente interattive e hanno utilizzato macchinari innovativi sviluppati da un’azienda tunisina locale per evidenziare le migliori pratiche nella gestione del suolo. Coinvolgendo gli agricoltori locali nelle discussioni, il progetto ha garantito che le soluzioni tecniche rimanessero ancorate alla realtà agricola reale. Queste attività hanno portato alla creazione di moduli specializzati in agroecologia, che sono stati integrati nel programma nazionale di formazione per i responsabili delle aziende agricole (REA).

Prospettive e prossimi passi

Il FiBL sta ora discutendo con SwissContact su come fornire ulteriore supporto scientifico per convalidare a livello locale tecniche come la lavorazione ridotta del terreno e le pratiche di colture di copertura, contribuendo a ridurre la dipendenza da input esterni e a garantire la resilienza climatica a lungo termine dell’agricoltura tunisina.

L’istituto sta inoltre lavorando per estendere la collaborazione con la FAO a una terza fase, una nuova fase che si concentrerà sulla ricerca di soluzioni per registrare le varietà locali nel sistema nazionale, in modo che possano essere utilizzate nell’agricoltura biologica. Sosterrà poi la crescita e l’organizzazione del settore sementiero biologico nazionale. Il FiBL mira inoltre a promuovere e rafforzare le iniziative nazionali che producono input per il biocontrollo, un settore in rapida crescita che è spesso ostacolato da una conoscenza limitata della certificazione biologica e della commercializzazione dei prodotti.

Fonte: FIBL