“Il settore cresce ancora, operatori +2,5%, SAU +7,5%”, di Roberto Pinton.

<div style="text-align: justify;">A fine luglio il Sinab ha reso note le stime provvisorie sulla
consistenza del settore del 2006, basate sulle elaborazioni dei dati
forniti dagli organismi di controllo. Al 31 dicembre 2006 gli operatori
del settore biologico erano 51.034, con una differenza rispetto
all’anno precedente del +23,6%. Aumentano di oltre il 5% gli operatori
nelle province autonome di Trento e Bolzano, in Campania e, soprattutto
in Calabria, dove si tocca il record del +63.02%. Per quanto
nell’ultimo biennio si sia registrato un aumento di 10.069 aziende
(+25%), rimane il fatto che la crescita del 2006 è estremamente
contenuta, con un andamento che continua a seguire in parallelo quello
dei Piani regionali di sviluppo. Più netto l’incremento della Sau, che
cresce del 7,53% e raggiunge 1.147.459 ettari contro i 1.067.102 del
2005; la superficie media aziendale passa a 23,67 ettari contro i 23,85
dell’anno precedente. A segnare gli incrementi più netti sembrano gli
ortaggi (più che raddoppiati rispetto al 2005), il foraggio verde da
seminativi, i prati permanenti (prati e prati-pascoli), i frutteti (con
un aumento di 6 mila ettari). Gli irrilevanti premi alla produzione e
le maggiori difficoltà tecniche rispetto ad altre colture, indurrebbero
a ritenere che le maggiori superfici a ortofrutticole rappresentino
investimenti rivolti al mercato, anche se i principali orientamenti
produttivi continuano ad interessare foraggi, prati e pascoli, che non
sembrano però interessare i bovini, la cui entità è rimasta costante,
passando dai 222.516 capi del 2005 a 222.630. Aumento netto , invece,
per il pollame, che ha segnato un +60%, superando il milione e mezzo di
capi, probabilmente molti dei quali per la ristorazione collettiva
scolastica e ospedaliera. In buona crescita (+18%) anche il numero
degli alveari, mentre è scarsamente significativo il +81% dei conigli,
che sconta un dato di partenza estremamente contenuto. In sostanza,
nell’attesa dei dati definitivi, i punti fermi sembrano: il settore
biologico continua a crescere, ma l’attesa esplosione tarda ancora; da
un lato la crescita sembra indotta ancora da un certo interesse per i
premi comunitari, dall’altra, tuttavia, l’aumento delle superfici, così
come il netto incremento nell’allevamento di alcune specie animali
sembrano in orientamento a un mercato che nel corso del 2006 ha
continuato con il suo sviluppo.<br></div><i>Fonte di informazione:</i> “A.Z.BIO”, N° 9, Anno VII, settembre 2007, pg. 15-17.