La ricerca: fare olivicoltura biologica intensiva solo con le giuste varietà

In Spagna l’olivicoltura intensiva (sistema di allevamento a siepe ad alta densità) ha preso piede in diverse regioni fin dagli anni ’90, con l’obiettivo di massimizzare l’efficienza produttiva attraverso la completa meccanizzazione delle operazioni colturali. Un sistema che ha mostrato presto i suoi limiti, legati soprattutto all’elevata richiesta di risorse idriche e nutritive e alla difficoltà di molti cultivar tradizionali di adattarsi a sesti d’impianto stretti. Fino ad ora però nessuno aveva verificato se era possibile gestire con il metodo biologico questo tipo di impianti. Lo ha fatto un gruppo di ricerca spagnolo nell’ambito del progetto IFAPA e del programma europeo GEN4OLIVE con una sperimentazione triennale in Andalusia, valutando il comportamento di 27 genotipi, tra cui la Coratina, incrociando dati di produzione, vigore e contenuto in olio. I risultati complessivi dimostrano che la coltivazione biologica dell’olivo a siepe, con irrigazione di supporto, è non solo fattibile ma anche produttiva, a patto di scegliere i genotipi giusti. L’unica via è il miglioramento genetico basato su incroci mirati.

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Fonte: Teatro Naturale