“Le cantine ritornano all’antico. Il vino naturale che piace agli chef”, di Marisa Fumagalli.

<br>Ritorno all’antico, con le esperienze e le conoscenze contemporanee. I vini naturali vengono da qui. Produrre un vino naturale significa agire nel pieno rispetto del territorio, della vite e dei cicli della natura, limitando al massimo l’utilizzo di agenti chimici e tecnologici. Il fenomeno è ancora di nicchia, ma sta suscitando un notevole interesse, con una caduta positiva per la domanda del prodotto, a dispetto della crisi che ha penalizzato, soprattutto nel mercato interno, il settore vinicolo. Un test significativo del nuovo corso si è tenuto a Milano, dove si è svolta la manifestazione “Semplicemente Uva”: i biglietti venduti hanno superato il migliaio, i seminari e le degustazioni hanno registrato un buon successo. A Milano sono arrivati 82 produttori italiani di 14 regioni, 18 vigneron da Francia, Slovenia e Libano. Ma i vini naturali hanno fatto capolino anche nei ristoranti di alto livello, per sottolineare che i cibi autentici meritano vini organici. Cioè frutto di una coltivazione viticola e di una vinificazione con metodi antichi, in cui vigna e territorio sono inscindibili. Federico Graziani, sommelier, ha spiegato l’importanza di far conoscere in modo adeguato questi vini, poiché alcuni “hanno caratteristiche percepite erroneamente come difetti, mentre non lo sono: esprimono il carattere e l’idea di ogni singolo produttore”. <br><br>“Corriere Della Sera”, 30 novembre 2010, p. 31.<br><br>