“Naturale è meglio. Garantisce l’etichetta”, di Alessandra Grassi.

<br>Concimi naturali per coltivare i terreni, miscele vegetali e polveri minerali, sono alcune delle tecniche utilizzate per l’agricoltura biologica. Un comparto in crescita che in Campania conta 1.400 aziende, oltre 17mila ettari di terreno e un bio-distretto all’interno del parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano. “E’ un modello di produzione e coltivazione dove non si impiegano prodotti chimici di sintesi”- spiega Salvatore Basile, presidente per la Campania di Aiab, l’Associazione italiana per l’agricoltura biologica – “Ogni azienda viene certificata da Organismi di controllo, che attestano che la produzione avvenga secondo metodi naturali dell’agricoltura biologica”. Controlli che si riflettono sull’etichetta: un alimento biologico deve avere chiare indicazioni sulla confezione, come il nome dell’organismo di controllo accompagnato da un numero, il luogo di coltivazione, il codice che identifica l’azienda. Ma anche la mozzarella e frutta e ortaggi tipici del territorio possono essere bio, e si trovano non solo nei piccoli mercati, ma anche nella grande distribuzione. Attenzione, quindi, all’etichetta. <br><br>“Il Mattino”, 9 giugno 2010, p.2.<br><br>