Per molti anni l’agricoltura ha considerato la vegetazione spontanea e gli organismi presenti nei campi come elementi da controllare o eliminare. L’obiettivo era creare ambienti il più possibile uniformi, nei quali la coltura principale potesse svilupparsi senza competere con altre specie. Oggi sappiamo che questa visione è parziale. Un agroecosistema ricco di biodiversità è spesso più stabile, più resiliente e meno dipendente dagli input esterni.
Tra gli strumenti più efficaci per favorire questo equilibrio vi sono le piante rifugio, specie vegetali che offrono habitat, nutrimento e siti di riproduzione agli organismi utili. Esse rappresentano uno degli elementi fondamentali dell’agroecologia moderna, poiché consentono di valorizzare i processi naturali che regolano il funzionamento degli ecosistemi agricoli.
L’articolo spiega cosa sono le piante rifugio, perché si tratta di “silenziosi” organismi utili, quali sono le specie maggiormente utilizzate , il controllo biologico da loro effettuato, le applicazioni nei diversi sistemi colturali ed altri importanti dettagli che è possibile trovare a questo LINK
Fonte: Antropocene