Tutta la stampa mondiale ha scritto del più colossale ritiro di carni
destinate all’uso alimentare umano, effettuato dalla società
californiana Chino Hallmark/Westaland Meat Packing, su pressione delle
autorità. 65 mila tonnellate di carni crude o congelate in commercio
dall’1 febbraio 2006, molte delle quali distribuite in mense
scolastiche, case di cura, ospizi per anziani e catene di fast food.
Nessun batterio killer, nessun virus, nessun prione, ma qualcosa che
costringe ad una serie riflessione sul modo in cui stiamo allevando e
macellando ciò che poi finirà sulle nostre tavole. Il tutto parte da un
video che la Humane Society americana ha recapitato ad alcuni network,
in cui si documentano le sevizie inflitte ai bovini nel macello di
Chino. Il ministero dell’Agricoltura americano, dopo aver effettuato
diverse ispezioni, ha ritenuto che, per quanto il rischio sia remoto,
le violenze e gli stress subìti ripetutamente dagli animali possano
rendere le carni dannose per l’uomo. E’noto, da tutti gli studi di
settore, che gli animali sottoposti a violenze e stress ripetuti, come
accade da noi quotidianamente con i trasporti dalla Spagna e dall’est
Europa di vari animali, va tutto a detrimento delle carni, in quanto
gli elevati tassi di ormoni immessi nell’organismo stressato
(cortisolo, adrenalina ecc.) inducono, in esse, profonde alterazioni
che ne pregiudicano la qualità e oggi, a parere delle autorità
americane, anche la salubrità. Per il momento il mattatoio ha sospeso
il lavoro.<br><i>Fonte di informazione:</i> “Libero”, 20 febbraio 2008, pg. 1.