Giunta all’edizione numero 46, la più grande fiera vinicola del mondo allarga finalmente gli orizzonti alle produzioni naturali. L’Unione Europea ha da dopo approvato il regolamento comunitario che regola il settore, nel quale si disciplinano non solo le cure dei vigneti, ma anche le pratiche della cantina così da proteggere e certificare l’intera filiera della produzione vinicola, dalla campagna alla bottiglia. I paletti che regoleranno le nuove produzioni sono state abbondantemente allentate grazie alle pressioni dei grandi produttori del nord Europa, che hanno molto insistito per mantenere alti i livelli di solforosa da aggiungere nel vino. Così, per essere certificati bio, il tenore massimo di solforosa per i rossi non potrà superare i 100 mg/litro, contro i 150 mg dei vini convenzionali, e di 150 mg/litro per i vini bianchi e rosè.<br>E così quest anno al Vinitaly per la prima volta ci sarà uno spazio dedicato ai vini biologici e biodinamici, anche perché la viticoltura naturale sta crescendo in maniera così sicura da indurre anche i grandi gruppi vinicoli ad affacciarsi sul pianeta bio. E’ il caso di Gianni Zonin, che ha avviato una ricerca preliminare per convertire secondo i dettami del biologico parte delle tenute di Maremma e Sicilia. Anche la supercooperativa trentina Mezzacorona oggi esige dai suoi soci un controllo sempre più stretto sulla naturalità delle pratiche, in campagna e in cantina. Vigne e salute ringraziano.<br><br>“La Repubblica”, 23 marzo 2012, p. 47.<br><br><br>