Agroecologia nel Mediterraneo – Storie di sostenibilità e connessioni

Il progetto di ricerca “AgrEcoMed – New agroecological approach for soil fertility and biodiversity restoration to improve economic and social resilience of mediterranean farming systems” finanziato dal programma PRIMA, si rivolge in particolare a imprenditrici e giovani agricoltori con lo scopo di favorire la transizione agroecologica delle aziende agricole mediterranee, promuovendo pratiche sostenibili dal punto di vista ecologico, sociale ed economico finalizzate alla gestione delle sfide climatiche dell’area.

Il rapporto nasce con un duplice obiettivo: presentare i risultati dell’analisi e delle caratteristiche emerse dalle esperienze di transizione agroecologica raccolte a seguito della pubblicazione di una call e dare visibilità alle pratiche selezionate, riconosciute come buone prassi e pertanto meritevoli di diffusione, così da incoraggiare l’avvio di iniziative e comportamenti analoghi. Le 24 realtà individuate, in maniera variabile, adottano un approccio sistemico, integrano i processi ecologici e i servizi ecosistemici come elementi fondamentali, pongono il rispetto dell’ambiente come obiettivo primario, riconfigurano le relazioni produttori-consumatori in un’ottica di maggiore equità sociale e ambientale, toccando anche l’aspetto della democrazia partecipativa nella governance dei sistemi agroalimentari. Sono anche caratterizzate da dimensioni sociali quali la creazione di reti e la messa in campo di azioni per l’inclusione sociale e l’educazione ambientale, svolgendo un ruolo consapevole nella rivitalizzazione economica dei territori di riferimento.

Nell’ambito della task 5.3 del progetto, è stata affrontata la tematica dell’uguaglianza di genere attraverso l’analisi delle buone pratiche di transizione ecologica delle donne e dei giovani nell’area mediterranea, nella consapevolezza che l’efficienza, l’inclusività, la resilienza e la sostenibilità dei sistemi agroalimentari non possono più prescindere dai processi di empowerment femminile. L’output ha previsto l’individuazione, a seguito di un processo di selezione e valutazione, di imprese agroecologiche condotte da donne e 10 giovani e implementate dai produttori su scala territoriale. Il focus, in linea con la visione olistica e la natura interdisciplinare dell’agroecologia prevalente in letteratura, è stato incentrato sulla sostenibilità ambientale, sulla generazione di servizi, ecosistemici e alla popolazione, su azioni per l’inclusione sociale, sulla protezione delle tradizioni locali e della biodiversità, nonché sulle innovazioni emergenti e il loro trasferimento. Dopo una fase di raccolta e analisi delle fonti bibliografiche e informative, è stato messo a punto un documento metodologico per la definizione, tra l’altro, delle fasi di lavoro e dei criteri di selezione delle buone pratiche agroecologiche. Ai fini della selezione e analisi, le buone pratiche sono state riferite sia a imprese agroecologiche individuali condotte da donne/giovani, sia a pratiche associative di vario tipo, come reti, consorzi e vari modelli territoriali. La selezione è avvenuta tramite autocandidatura, a seguito dell’emanazione di una call pubblicata all’interno del sito di AgrEcoMed e del portale della Rete Rurale Nazionale. La conoscenza che è derivata dal progetto ha potenziato lo scambio di esperienze e idee sulla transizione ecologica come cambio di paradigma. Il percorso è culminato con la costruzione della Rete per l’Agroecologia del Mediterraneo e con il Manifesto. L’agroecologia come strumento di trasformazione dell’agricoltura, che impatta sulla dimensione materiale, politico economica e socio-politica, attribuisce un ruolo centrale alle risorse naturali e sociali dell’azienda agricola e del territorio in cui si situa, ma anche alla conoscenza, allo scambio di esperienze, alle relazioni, sia interne che esterne all’azienda e infine ridefinisce il ruolo degli agricoltori come attori centrali nella produzione di alimenti e di servizi ecosistemici.