Peperoni bio: più vitamina C e composti fenolici rispetto ai convenzionali (EN)

20/03/2019
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Uno studio dell'Università Politecnica di Valencia indica che i peperoni coltivati con il metodo biologico contengono più vitamina C (acido ascorbico) e livelli più alti di composti fenolici, un antiossidante naturale, rispetto a quelli coltivati convenzionalmente. Lo studio si concentra sui peperoni, ma le sue conclusioni potrebbero essere estese ad altre colture, come pomodori e altri ortaggi. Lo studio, pubblicato sulla rivista PloSOne,  ha analizzato dozzine di varietà, e ha dimostrato che,  quando vengono utilizzati pochi input chimici, "c'è una reazione da parte dei tessuti, foglie e frutti delle piante che consente loro di accumulare antiossidanti".

Il coordinatore dello studio e ricercatore dell'Istituto per il miglioramento e la conservazione della Agrodiversità Valenciana (COMAV) dell'Università Politecnica di Valencia, Adrián Rodríguez Burruezo, ha detto che nel corso del lavoro si  è anche osservato come "la differenza di vitamina C e contenuto di composti fenolici tra colture biologiche e convenzionali diventa maggiore man mano che i frutti maturano".

Il lavoro sul campo è stato condotto in una serie di lotti sperimentali della Marjal del Moros, a Sagunto, Valencia. Per due anni, i ricercatori hanno analizzato fino a 37 varietà, coltivate sia convenzionalmente che organicamente. Si tratta dello studio comparativo più completo che sia stato condotto fino ad oggi con peperoni provenienti da diverse parti del mondo e focalizzato su una verifica del biologico nei confronti del  convenzionale. È servito anche per saperne di più sia su molte varietà spagnole, che su alcune varietà di origine estera, come l'italiano Di Senise, e altri peperoni esotici di grande rilevanza locale in America, come jalapeños, peperoncini di montagna e peperoni ají.

Al fine di determinare i diversi contributi dei composti nutrizionali in entrambi i tipi di colture, i ricercatori hanno fatto ricorso all’utilizzo di potenziometri e spettrofotometri, strumenti consentono di valutare e confrontare i livelli di molti nutrienti presenti in grandi collezioni varietali (migliaia di campioni), in modo semplice, rapido e con sufficiente precisione.

Per i ricercatori del COMAV del Politecnico di Valencia, i risultati di questo studio aggiungeranno valore alla produzione biologica. "Potremmo anche aiutare gli agricoltori a scegliere tra le varietà tradizionali che offriranno il meglio se coltivate biologicamente nelle loro condizioni specifiche, sia in termini di produzione che di qualità", ha concluso Rodríguez Burruezo.

Fonte: Freshplaza

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