Progetto GOOD (AIAB) per la gestione delle infestanti: avviata la terza annualità del progetto, i primi risultati in Italia

Progetto GOOD (AIAB) per la gestione delle infestanti: avviata la terza annualità del progetto, i primi risultati in Italia

E’ stata avviata la terza annualità del progetto ‘Agroecological Weed Management – GOOD’ (AGrOecOlogy for weeDs), per lo sviluppo di pratiche agroecologiche di gestione delle infestanti . E’ finanziato dal programma Horizon Europe, e vede impegnati l’AIAB- Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica, in collaborazione con l’Università di Catania (UNICT), l’Università di Pisa (UNIPI) e altri 17 partner provenienti da 11 Paesi europei, distribuiti in 6 diverse regioni pedo-climatiche ed organizzati all’interno di una rete di 16 Living Lab.

In Italia, le attività progettuali si svolgono nell’area grecanica del basso Ionio reggino, territorio che ospita due dei sedici Living Lab europei, in particolare in due bergamotteti situati nel Comune di Condofuri (uno condotto con metodo biologico e l’altro in regime convenzionale) e due vigneti nel Comune di Palizzi (anch’essi gestiti rispettivamente in biologico e in convenzionale).

Risultati dei primi due anni di attività

Nei primi due anni di attività il progetto ha avviato sperimentazioni in diversi contesti pedoclimatici europei, partendo dalla consapevolezza che la gestione sostenibile delle infestanti rappresenta una delle sfide più rilevanti per l’agricoltura moderna. Un’esigenza particolarmente evidente nell’area mediterranea, caratterizzata da suoli a bassa fertilità, scarsità idrica e crescente stress climatico, condizioni che rendono necessario adottare soluzioni innovative e resilienti.

Il progetto ha promosso l’impiego di pratiche agroecologiche integrate, in particolare l’uso di colture di copertura (cover crop) e la simbiosi con funghi micorrizici arbuscolari, all’interno di una rete di 16 Living Lab. L’obiettivo era duplice: da un lato ridurre l’impiego di input chimici, dall’altro migliorare i servizi ecosistemici nei sistemi produttivi sotto osservazione.

Le attività in Italia sia nei bergamotteti che nei vigneti hanno previsto la semina di cover crop – costituite da Vicia villosa Roth e Avena sativa L. – effettuata in autunno, in concomitanza con le prime piogge stagionali, così da favorirne il corretto insediamento. Nei trattamenti sperimentali è stato, inoltre, applicato l’inoculo di funghi micorrizici arbuscolari autoctoni, selezionati in collaborazione con l’Università di Pisa. Uno degli aspetti principali studiati ha riguardato l’effetto combinato tra cover crop e funghi micorrizici arbuscolari, valutato in termini di controllo delle infestanti, fertilità del suolo e produzione delle colture principali.

Al termine della seconda annualità, i risultati preliminari hanno confermato che l’integrazione di colture di copertura con inoculo di funghi micorrizici autoctoni costituisce una strategia promettente per ridurre la pressione delle infestanti, soprattutto in sistemi produttivi biologici, anche nei confronti di specie particolarmente resistenti come Oxalis pes-caprae L. (comunemente detta acetosella). Rilevante è stato poi il fatto che l’iniziativa ha posto particolare attenzione al miglioramento dei processi di co-creazione della conoscenza e al supporto delle decisioni degli agricoltori, cosa resa possibile grazie alla rete fisica dei Living Lab, che consente a partner e stakeholder di condividere esperienze e competenze in diversi contesti italiani ed europei. Una dimensione cui si è affiancata una rete digitale, che coinvolge gli attori della filiera agroalimentare e favorisce il dialogo con altri progetti e reti attivi nei campi dell’agroecologia e della gestione integrata delle infestanti.

Avvio della terza annualità

Il progetto si sta dimostrando di grande rilevanza in un’area del nostro Paese caratterizzata da peculiari condizioni orografiche e da un’elevata biodiversità. Qui, infatti, la transizione agroecologica nella gestione delle infestanti riveste un ruolo cruciale per lo sviluppo di pratiche innovative e per l’avanzamento delle conoscenze scientifiche, offrendo soluzioni concrete e sostenibili in grado di favorire una più rapida adozione da parte degli agricoltori.

Nella terza annualità continuano le diverse attività di monitoraggio e sperimentazione. Tra queste: il prelievo di campioni di frutti, con l’obiettivo di valutarne le caratteristiche qualitative; il prelievo di campioni di suolo poco prima della semina (programmata entro novembre), per monitorare nel tempo l’evoluzione della fertilità; la ripetizione delle semine con la cover crop selezionata, sia inoculata con i funghi micorrizici arbuscolari autoctoni che non. Parallelamente verranno testati diversi sistemi di controllo delle infestanti: il controllo meccanico e un testimone con inerbimento naturale. Nei Living Lab gestiti in convenzionale si aggiungeranno, inoltre, due differenti trattamenti con erbicidi di sintesi: uno con la dose raccomandata e uno con dose dimezzata, così da confrontare l’efficacia e gli effetti dei diversi approcci.

AIAB e UNICT conducono un monitoraggio costante dei Living Lab (nelle quattro aziende), con l’obiettivo di valutare l’insediamento della cover crop, sia inoculata con i funghi micorrizici arbuscolari autoctoni che non. In due fasi selezionate del ciclo colturale, e dopo un’attività preliminare di scouting di ciascun sito aziendale per individuare le unità di campionamento, verranno analizzati gli effetti dei diversi trattamenti sull’abbondanza e sulla diversità della flora infestante presente. Ciò consentirà di disporre di una valutazione biennale sugli effetti derivanti dalle strategie di gestione delle infestanti oggetto di sperimentazione.

Accanto alla ricerca scientifica, un ruolo di rilievo continueranno ad averlo le attività di divulgazione, attraverso workshop dedicati e visite in campo presso le aziende coinvolte. Tali momenti di confronto, già avviati come detto nelle prime due annualità del progetto, rappresentano occasioni fondamentali per presentare le attività progettuali e discutere i risultati con imprenditori agricoli, tecnici del settore, studenti e cittadini interessati.

Resta necessario proseguire le osservazioni a lungo termine per consolidare i risultati raggiunti e promuovere l’adozione di queste pratiche nei sistemi agricoli mediterranei, obiettivo prioritario per le successive annualità del progetto.

Altre informazioni al LINK  e https://www.goodhorizon.eu/ https://aiab.it/

Fonte: AIAB