E’ stato presentato il 10° Rating dei menù scolastici Foodinsider , da cui emerge un’Italia delle mense scolastiche a due velocità: accanto a mense eccellenti capaci di innovare menu e pratiche, persistono realtà ferme su modelli standard, con differenze marcate tra Nord e Sud. Il biologico appare crescere in modo strutturale (quasi la metà dei menu propone oltre 22 prodotti bio a settimana, mentre quelli con meno di 9 scendono al 5%), purtroppo però si evidenzia un calo dei fondi disponibili, che dai 10 milioni di euro stanziati nel 2018 si sono dimezzati, passando a 5 milioni nel 2020 e a 4,6 milioni nel 2025. Una riduzione del 54% in 8 anni.
FIRAB (Fondazione Italiana per la Ricerca in Agricoltura Biologica e Biodinamica), che con AIAB ha collaborato alla stesura del report, evidenzia che il numero di beneficiari (stazioni appaltanti dei Comuni che hanno fatto richiesta per numero di pasti erogati) nel 2019 era di 14,82 milioni mentre è salito nel 2025 di 54,47 milioni. Una sproporzione che ha fatto abbassare a livelli irrisori il contributo per pasto bio, che è arrivato oggi a 0,07 centesimi di euro (nel 2022 era 0,14 e nel 2019 0,58 centesimi) a fronte di un notevole incremento di costi da parte dei Comuni. Questi, infatti, per accedere al Fondo, devono comunque acquistare una maggiore quantità di prodotti biologici che hanno un costo superiore ai convenzionali. Il costo complessivo di un pasto oscilla, a seconda delle regioni e dei Comuni, tra 2,88 a 8,03 euro.
La riduzione dei fondi colpisce in modo particolarmente grave i territori già svantaggiati, i Comuni più piccoli e in particolare quelli del Sud Italia. Sicilia, Campania e Puglia scontano meno del 20% di copertura del servizio mensa e, in generale, i piccoli Comuni risultano i più colpiti dalla carenza di risorse, proprio dove spesso si concentrano le eccellenze agroalimentari biologiche italiane. Questo spiega la forbice esistente tra Nord e Sud del Paese: al vertice della classifica di Foodinsider troviamo infatti Parma, seguita da Cremona e Fano. Un podio che premia qualità nutrizionale, attenzione all’ambiente e valorizzazione delle filiere locali.
Per cercare di migliorare la situazione AIAB chiede di riportare il fondo almeno ai 10 milioni del 2018, semplificare la procedura di accesso per i piccoli comuni, creare un fondo di supporto tecnico ai piccoli Comuni per l’applicazione dei CAM (Criteri Ambientali Minimi), valorizzare le mense interne e le filiere corte legate ai territori. Secondo AIAB una maggiore domanda di questo tipo di prodotti porterà una conseguente e significativa crescita della loro produzione. Un segnale importante del cambio di rotta che è necessario compiere verso la produzione biologica, secondo quanto è stato scritto, condiviso e approvato nel Piano di Azione Nazionale del Biologico.
Fonte: AIAB