Agricoltura biologica: da nicchia a filiera strutturata. La posizione di Confcooperative Agroalimentare e Pesca

L’agricoltura biologica nell’Ue ha superato oltre il 10% della superficie agricola utilizzata, con obiettivi europei che puntano al 25% entro il 2030 nell’ambito della strategia “Farm to Fork”. In Italia il biologico è tra i settori più sviluppati in Europa, con una crescita costante delle superfici e della domanda interna ed estera.

Perché è un tema strategico

Il biologico non è più un segmento di nicchia, ma una componente strutturale del sistema agroalimentare europeo. Tuttavia, la crescita quantitativa non è sufficiente: la sfida oggi è la sostenibilità economica delle imprese.

I punti critici sono:

  • frammentazione dell’offerta
  • difficoltà di accesso ai mercati
  • differenziali di prezzo non sempre stabili
  • necessità di investimenti in logistica e trasformazione

Confcooperative Agroalimentare e Pesca sostiene lo sviluppo del biologico accompagnato da: rafforzamento delle filiere organizzate, aggregazione dell’offerta, investimenti in trasformazione e commercializzazione, oltre alla valorizzazione del reddito degli agricoltori. Il biologico deve essere una scelta di qualità, ma anche economicamente sostenibile per le imprese.

Il ruolo della cooperazione

Le cooperative sono decisive perché: organizzano la produzione biologica, garantiscono continuità commerciale, riducono la frammentazione, rafforzano il potere contrattuale dei produttori e permettono di trasformare la qualità in valore economico.

Il messaggio

Il biologico cresce davvero quando cresce la capacità delle filiere di trasformare la qualità in reddito stabile per gli agricoltori.

Fonte: Con Marche Bio