Friuli: nasce il Distretto Biologico della Val Canale e del Canal del Ferro

Il Distretto del Biologico della Val Canale e del Canal del Ferro è un’area geografica definita, non amministrativa ma funzionale, nella quale si costruiscono alleanze tra agricoltori, cittadini, associazioni, Istituti scolastici e pubbliche amministrazioni per la gestione sostenibile delle risorse, secondo il modello biologico di produzione e consumo.

Il Distretto comprende i territori amministrati dai Comuni di Moggio Udinese, Resia, Resiutta, Chiusaforte, Dogna, Pontebba, Malborghetto-Valbruna e Tarvisio, estendendosi fino ai confini con la Slovenia (Fusine) e con l’Austria (Coccau).

Tre sono le parole chiave che ne definiscono l’identità: alleanze, biologico e sostenibilità.

Alleanze

Il lavoro di rete rappresenta l’elemento centrale del Distretto. La maggior parte delle aziende agricole della montagna friulana è infatti di piccole o piccolissime dimensioni, spesso a conduzione familiare. Realtà preziose ma fragili, che faticano a far sentire la propria voce oltre i confini locali. Il Consorzio che gestisce il Distretto svolge proprio questa funzione: raccogliere le esigenze del territorio e fornire risposte concrete alle criticità segnalate dalle aziende, rafforzandone la capacità di incidere a livello istituzionale e strategico.

Biologico

Il termine assume qui un significato più ampio rispetto al solo metodo di produzione certificato e regolamentato. Pur essendo necessario, ai fini del riconoscimento del Distretto, garantire una determinata percentuale di SAU (Superficie Agricola Utilizzata) biologica, il concetto di “biologico” richiama anche la sua radice etimologica: dal greco bios (vita) e logos (studio). Il Distretto si configura così come uno “studio della vita”, un approccio integrato che mette al centro la qualità delle relazioni tra ambiente, economia e comunità.

Sostenibilità

Il Distretto interpreta la sostenibilità nelle sue tre dimensioni fondamentali: ambientale, economica e sociale. Ogni progetto nasce con l’obiettivo di generare valore nel lungo periodo, tutelando le risorse naturali, sostenendo le imprese locali e rafforzando la coesione della comunità.

Un ruolo determinante, nel percorso verso il riconoscimento ministeriale previsto dalla Legge Regionale 3 marzo 2023, è svolto dal Comitato Promotore, composto da realtà rappresentative del territorio:

  • l’Università degli Studi di Udine, espressione del mondo scientifico e della ricerca;
  • la Condotta Slow Food, attraverso i presìdi territoriali – rappresenta l’eccellenza produttiva della montagna friulana;
  • l’Istituto Omnicomprensivo Bachmann di Tarvisio, simbolo dell’alleanza tra scuola e territorio e protagonista di strategie volte a contrastare lo spopolamento montano;
  • il Consorzio e i suoi soci, che promuovono progettualità condivise e garantiscono il mantenimento della percentuale di SAU biologica nei parametri previsti dalla normativa.

 

Il Distretto del Biologico della Val Canale e del Canal del Ferro si propone così come un modello di sviluppo territoriale fondato sulla cooperazione, sulla valorizzazione delle identità locali e su una visione integrata della sostenibilità.

Fonte: Consorzio del Biodistretto del Tarvisano