Il biologico al centro della transizione agroecologica europea e italiana, di M. Grazia Mammuccini

Uno degli strumenti più incisivi con cui l’Europa ha promosso la transizione agroecologica è il Piano d’azione Ue per il biologico. Coerente con gli obiettivi di sostenibilità del Green Deal e della strategia Farm to Fork per l’agroalimentare, il Piano ha collegato l’obiettivo del 25% di SAU bio entro il 2030 a un pacchetto di interventi per la promozione, la comunicazione e soprattutto per la ricerca e l’innovazione.

Si articola su tre assi: far crescere la domanda e la fiducia dei consumatori, favorire la conversione delle aziende agricole e rafforzare la filiera affinché il biologico diventi il modello di riferimento per un’agricoltura più sostenibile, capace di tutelare la fertilità, contrastare gli effetti climatici e l’erosione della biodiversità.

Attualmente, nonostante i passi indietro sul Green Deal a livello europeo che valutiamo un tragico errore, la diffusione del biologico continua ad essere un obiettivo strategico per il futuro delle politiche agricole dell’Europa.

Sul fronte istituzionale italiano l’attuazione della legge sul bio, la 23 del 2022, attraverso il Piano d’Azione Nazionale e un confronto costante tra il Governo e le Associazioni del biologico, ha prodotto risultati importanti e oggi il nostro Paese continua ad essere leader in Europa con il 20,2% di superficie agricola coltivata a biologico, quasi il doppio della media europea.

Adesso attendiamo il via definitivo dalla Commissione europea per una delle novità più significative a sostegno del bio; il Marchio del biologico italiano, fondamentale per tutelare l’origine delle materie prime nazionali e consolidare le garanzie di qualità, tracciabilità, trasparenza e sicurezza per i cittadini.

Si tratta di una misura concreta di rilancio che unisce l’identità dei nostri prodotti con il valore della sostenibilità del metodo biologico e che potrà consentire alla filiera bio italiana di distinguersi e competere sui mercati internazionali.

In questa fase è importante però mettere in evidenza anche altri valori fondamentali dell’agricoltura biologica. Quello che sta accadendo in Medio Oriente, con una guerra che prima di tutto è un dramma per la perdita di vite umane, per il disastro ambientale e per la destabilizzazione dell’intera regione, sta producendo danni gravi all’intero comparto agricolo con il blocco dei fertilizzanti azotati più diffusi come l’urea, causando un aumento dei prezzi che superata quota 50% oltre alle difficoltà di approvvigionamento che mettono a rischio le produzioni.

L’agricoltura biologica e biodinamica non è completamente indenne da questi problemi utilizzando macchinari che usano combustibili fossili ma tuttavia in un quadro così difficile dimostra una particolare resilienza perché per regolamento non utilizza concimi e pesticidi di sintesi chimica.  Al contrario impiega pratiche agronomiche che per la fertilizzazione del terreno puntano sulla circolarità, in modo da restituire alla terra la sostanza organica di cui ha bisogno attraverso l’allevamento non intensivo, che assicura la disponibilità dell’azoto e di altri macronutrienti contenuti nel letame, attraverso l’uso di sottoprodotti aziendali e con il sovescio, cioè le piante che arricchiscono naturalmente il suolo di azoto.  In questo modo è possibile garantire la fertilità della terra e la produzione di cibo senza essere dipendenti dai prodotti di sintesi chimica legati al ciclo dei combustibili fossili.

Si tratta di un vantaggio strategico tanto che anche nell’agricoltura convenzionale si utilizzano, almeno in parte, mezzi tecnici del biocontrollo messi a punto per l’agricoltura biologica. Infatti negli ultimi 10 anni i mezzi tecnici di sintesi chimica sono diminuiti del 18%, mentre i prodotti di origine naturale sono aumentati del 133%. Ora si tratta di accelerare questo processo per aumentare il grado di autonomia della nostra agricoltura e di conseguenza la sicurezza alimentare attraverso un’ulteriore diffusione del metodo biologico e biodinamico.

Fonte: FederBio