Milano anni ‘70: un vento nuovo soffia a Agraria e dintorni, di Giuseppe Canale

Quando si parla dei primi nuclei promotori del biologico in Italia solitamente vengono citati l’Associazione Suolo e Salute dei professori Garofalo e Pecchiai, Gino Girolomoni e la sua cooperativa Alce Nero, la rivista AAMterranuova, la biodinamica e Giulia Maria Crespi.  Spesso si parla anche dei negozi che funzionavano come centri di aggregazione e di promozione di quelle prime esperienze come Il Girasole a Milano, Alce Nero ad Urbino, L’Albero del Pane a Roma. Meno nota ma assai importante è un’esperienza nata, caso unico in Italia, all’interno delle facoltà di Agraria e di Scienze dell’Università Statale di Milano. Nel fervore politico degli anni settanta del Novecento molti studenti e giovani laureati di quelle Facoltà milanesi diedero vita a iniziative come la CLESAV (la Cooperativa Editrice per le Scienze Alimentari e Veterinarie), i Quaderni di Controinformazione Alimentare, la cooperativa Il Papavero e Agrisalus (divenuta in seguito l’Associazione Consumatori Utenti).

L’articolo si sofferma in particolare sulla cooperativa Il Papavero e i suoi negozi, espressione della multiforme realtà dell’epoca. Ma si ricorda che già nel 1982 quel gruppo di attivisti riusciva a mettere a confronto, in un convegno col patrocinio dell’Università e della Regione, il pensiero agronomico dominante con le più significative esperienze di fuoruscita dall’agricoltura convenzionale (L’agricoltura alle soglie del 2000. Le moderne tecniche chimiche, biologiche e biodinamiche a confronto, CLESAV 1983).

L’autore parla di quelle vicende con Angelo Marchesi, che partecipò attivamente a quegli eventi e ancora oggi, dopo 40 anni, gestisce l’ultimo negozio storico del bio rimasto a Milano.

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Fonte: Storie del bio