La gestione organica e a bassa intensità dell’oliveto fornisce un habitat migliore, con una riduzione dello stress da siccità e migliori condizioni del suolo. I terreni migliori hanno la capacità di trattenere acqua e sostanze nutritive, in più possono resistere a condizioni climatiche difficili.
Gli oliveti coprono una consistente area di terreni agricoli, in particolare nelle zone aride con un elevato rischio di desertificazione, dove la loro storia rappresenta un importante spazio per le comunità vegetali. La loro gestione è quindi essenziale per il mantenimento delle complesse funzioni e servizi che la vegetazione fornisce in questi agroecosistemi.
Nel sud Italia (Puglia), ricercatori hanno selezionato appezzamenti olivetati gestiti biologicamente e convenzionalmente. I terreni organici non sono mai stati arati per più di dieci anni. Ricercatori hanno confrontato le proprietà del suolo, la composizione delle specie e dei tratti funzionali della comunità vegetale nel sottobosco, e la variabilità intraspecifica (ITV) di cinque specie dominanti come indicatore dello stress per le piante.
L’agricoltura biologica sembra essere un’opzione adatta per ridurre il rischio di desertificazione degli oliveti.
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Fonte: Teatro Naturale