La Commissione europea ha pubblicato una nuova relazione che fornisce le migliori prassi per la progettazione di azioni agroambientali e climatiche (AAC) nell’ottica della PAC post-2027.
Questa relazione intende supportare gli Stati membri nella preparazione dei loro futuri piani PAC, fornendo raccomandazioni concrete, passi pratici ed esempi su come progettare misure efficaci, attuabili e attraenti per gli agricoltori.
La relazione si basa sulla valutazione degli attuali piani strategici della PAC (2023-2027). Individua ciò che ha funzionato nella pratica, evidenzia i buoni esempi degli Stati membri e definisce circa 20 passi pratici per supportare la progettazione di azioni agroambientali e climatiche più efficaci nel prossimo periodo di programmazione.
Un quadro più solido e semplice per l’agricoltura sostenibile
I risultati dell’attuale PAC sottolineano l’importanza del sostegno agroambientale e climatico a livello territoriale. Nell’anno di bilancio 2025 dell’Ue, circa il 28% del totale dei finanziamenti pubblici nell’ambito della Politica comune di scambio (PCC) è stato destinato agli eco-regimi e agli impegni agroambientali e climatici (AECC).
In termini di copertura:
- gli eco-regimi sono stati applicati a oltre il 60% della superficie agricola dell’Ue (98,3 milioni di ettari),
- gli AECC hanno coperto il 12% dei terreni agricoli (19,6 milioni di ettari).
Altre stime mostrano un’adesione altrettanto elevata, con eco-regimi e AECC che coprono la maggior parte dei terreni agricoli dell’Ue. Si tratta di un risultato significativo che conferma come l’agricoltura dell’Ue svolga già un ruolo importante nella tutela dell’ambiente e nell’azione per il clima e che molti agricoltori siano disposti ad adottare pratiche e sistemi più sostenibili, a condizione che vengano ricompensati per gli sforzi compiuti e i rischi assunti.
Guardando al futuro, la sostenibilità ambientale rimane una priorità centrale della PAC dopo il 2027, con il 43% della spesa Ue prevista nell’ambito dei futuri piani nazionali e regionali di partenariato (PNR) destinata al raggiungimento degli obiettivi ambientali e climatici.
Per sostenere questo obiettivo, la futura PAC introduce un quadro più semplice per l’azione ambientale e climatica: le azioni agroambientali e climatiche (AECA) come strumento unico, che unificherà gli attuali eco-schemi e le AECC. L’intento è quello di semplificare il quadro politico e migliorare l’efficacia del sostegno.
Il nuovo approccio prevede inoltre:
- un sistema di gestione aziendale, che combini pratiche di protezione e requisiti di gestione previsti dalla legge;
- il sostegno agli investimenti verdi, sia produttivi che non produttivi, per migliorare l’efficienza delle risorse e la competitività delle aziende agricole;
- strumenti complementari come servizi di consulenza, innovazione, digitalizzazione e progetti di cooperazione a supporto della transizione.
Dalla compensazione agli incentivi
Le AECA premieranno gli agricoltori che adottano pratiche ecocompatibili, superando il modello precedente. I pagamenti previsti dalle AECA non dovranno più essere correlati ai costi aggiuntivi e al mancato reddito derivante dagli impegni, aprendo così la strada alla remunerazione dei servizi ambientali. Questo approccio mira a rendere le misure più attraenti, ad aumentare la partecipazione e a sostenere meglio la transizione verso sistemi agricoli sostenibili e resilienti.
Basandosi sull’attuale attuazione dei Piani strategici della PAC, sul lavoro svolto dalla rete PAC dell’Ue in materia di “architettura verde” e sulla letteratura e la ricerca pertinenti sull’integrazione ambientale nell’ambito della PAC, il rapporto individua sei fattori chiave per rendere più efficaci le future misure di adeguamento ambientale e di conservazione (AEC):
- pratiche chiare e ben progettate, abbinate a incentivi adeguati;
- forte adesione da parte degli agricoltori e coerenza tra gli interventi;
- orientamento delle misure verso le esigenze regionali, ambientali e aziendali;
- approcci basati su risultati che premiano gli esiti misurabili;
- approcci collettivi che consentano azioni a livello di paesaggio;
- solidi sistemi di monitoraggio e controllo che garantiscano credibilità e affidabilità.
Questi risultati sono illustrati con esempi provenienti dagli Stati membri e integrati da linee guida pratiche per la progettazione delle misure future.
A sostegno dei prossimi piani della PAC
Nel loro insieme, questi elementi forniscono una base concreta per gli Stati membri nella preparazione dei loro piani PAC per il prossimo periodo di programmazione 2028-2034.
Basandosi su ciò che si è dimostrato efficace e su come può essere applicato nella pratica, il rapporto sostiene lo sviluppo di misure agroambientali e climatiche che producano maggiori risultati ambientali, rimanendo al contempo accessibili e attraenti per gli agricoltori.
Fonte: Commissione europea