Puglia, Biodistretto delle Lame: un nuovo modello di sviluppo sostenibile, una visione che parte dal territorio

Il Biodistretto delle Lame ha organizzato al Teatro Comunale di Ruvo di Puglia un interessante incontro che ha messo in evidenza un punto fermo: la sostenibilità funziona solo se è pensata come progetto unitario. Agricoltura, ambiente, economia e comunità non possono procedere separatamente, ma devono essere gestiti assieme, su scala territoriale, dentro un visione di futuro condivisa.

Il sindaco Pasquale Chieco ha ricordato che il biologico ha senso se costruito su piani più ampi e condivisi, con il coinvolgimento delle comunità locali e un ruolo centrale del cibo come strumento di sostenibilità, tutela del paesaggio e produzione che non stravolge ambiente e comunità.

Per l’agronomo 𝗠𝗮𝗿𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗙𝗿𝗮𝗰𝗰𝗵𝗶𝗼𝗹𝗹𝗮, il Bio-Distretto rappresenta la risposta concreta alla necessità di valorizzare in modo integrato l’agricoltura e le potenzialità rurali del territorio. Il sistema agricolo è inscindibile da tutti gli aspetti della sostenibilità – ambientale, economica, sociale – e richiede innovazione per poter crescere in modo coerente. Il Bio-Distretto diventa così uno spazio in cui l’agronomia dialoga con la città e il territorio costruisce un’identità riconoscibile, capace di generare valore nel tempo.

Dal contributo di Antonio 𝗚𝘂𝗮𝗿𝗶𝗼 è emerso come il biologico oggi rappresenti una prospettiva concreta e ben radicata in Puglia: il suolo come organismo vivo, la pianta come identità da proteggere, il marchio bio come garanzia reale per i consumatori e per l’ambiente.

𝗣𝗮𝘁𝗿𝗶𝘇𝗶𝗮 𝗣𝘂𝗴𝗹𝗶𝗲𝘀𝗲 (CIHEAMBari) ha inquadrato il modello Bio-Distretto come interlocutore prezioso per ricerca, cooperazione ed educazione, riconosciuto e ricercato a livello europeo. Un percorso collettivo, fatto di lavoro lento e costante, capace di fare rete, valorizzare l’esistente e rendere i territori più pronti a intercettare le opportunità future.

Per 𝗟𝘂𝗶𝗴𝗶 𝗧𝗿𝗼𝘁𝘁𝗮 (Regione Puglia), i Bio-Distretti sono strumenti cardine delle politiche agricole: luoghi di cooperazione, organizzazione e consapevolezza, necessari per sostenere i produttori e promuovere un’agricoltura di qualità come vera politica di territorio.

A chiudere, 𝗕𝗲𝗻𝗲𝗱𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗙𝗿𝗮𝗰𝗰𝗵𝗶𝗼𝗹𝗹𝗮 ha evidenziato il lavoro svolto fino ad oggi dal Bio-Distretto delle Lame: dai percorsi di costruzione della rete territoriale ai progetti di cooperazione, ricerca e valorizzazione delle produzioni locali a cui il Bio-Distretto partecipa attivamente. Un cammino che arriva oggi a una nuova tappa: 𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗶𝘃𝗶𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗺𝗮𝗿𝗰𝗵𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗕𝗶𝗼-𝗗𝗶𝘀𝘁𝗿𝗲𝘁𝘁𝗼, legata alla sottoscrizione di 𝘂𝗻 𝗽𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗲𝘁𝗶𝗰𝗼 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗶𝘃𝗶𝘀𝗼, come strumento di identità, responsabilità e riconoscibilità per chi sceglie di far parte di questo modello di sviluppo sostenibile.

Il Bio-Distretto delle Lame, in definitiva, non è un’etichetta, ma un patto di comunità per costruire insieme il futuro del territorio.

Fonte: Bio-Distretto delle Lame