Un posto centrale nella futura PAC per il biologico: il supporto dei parlamentari europei in un evento dell’IFOAM OE

Il 4 marzo, IFOAM Organics Europe ha portato il dibattito sul futuro della Politica Agricola Comune (PAC) al Parlamento europeo, riunendo responsabili politici, esperti e rappresentanti del settore biologico per una discussione tempestiva su come la politica agricola dell’Ue possa supportare meglio gli agricoltori, le aree rurali e la transizione verso sistemi alimentari più sostenibili.

L’evento, “Il futuro della Politica Agricola Comune e del Biologico”, è stato organizzato in collaborazione con il Gruppo Socialisti e Democratici al Parlamento europeo e co-ospitato dagli eurodeputati Camilla Laureti e Dario Nardella.

La discussione ha inviato un messaggio forte e coerente: l’agricoltura biologica non è più una nicchia, ma un settore strategico per il futuro dell’Europa. I relatori hanno sottolineato il contributo dell’agricoltura biologica alla resilienza climatica, alla biodiversità, alla vitalità rurale, alla protezione delle acque e del suolo, nonché il suo potenziale per attrarre giovani agricoltori e sostenere il ricambio generazionale.

In apertura dell’evento, Erika Olsson, Presidente di Ekologiska Lantbrukarna e membro del gruppo agricoltori di IFOAM Organics Europe, ha condiviso il punto di vista degli agricoltori biologici sul campo. Ha sottolineato che la conversione all’agricoltura biologica richiede impegno e supporto, soprattutto nei primi anni, quando gli agricoltori affrontano i costi della conversione senza ancora beneficiare appieno del mercato biologico. La conversione, ha sottolineato, non dovrebbe essere vista come un costo, ma come “un investimento per il futuro”.

Nel discorso principale, Jürn Sanders, Direttore dell’Istituto di Ricerca per l’Agricoltura Biologica (FiBL), ha presentato prove sui benefici ambientali e socioeconomici dell’agricoltura biologica. Ha sottolineato la capacità dell’agricoltura biologica di ridurre la pressione ambientale, migliorare la biodiversità, proteggere le risorse idriche, ridurre il consumo di energia e creare posti di lavoro nelle aree rurali. Ha inoltre osservato che l’agricoltura biologica è particolarmente attraente per i giovani agricoltori, il che la rende rilevante non solo per gli obiettivi ambientali, ma anche per la futura sostenibilità dell’agricoltura europea.

A moderare la tavola rotonda, Eric Gall, Vicedirettore di IFOAM Organics Europe, ha sottolineato che, sebbene la proposta della Commissione europea sulla PAC introduca per la prima volta pagamenti obbligatori per la conversione e il mantenimento del biologico in tutti gli Stati membri, manca ancora un elemento cruciale: la separazione delle misure. Senza una separazione specifica delle misure agroambientali e del sostegno al biologico, ha avvertito, la PAC rischia di indebolire l’attuazione delle misure ambientali e di creare condizioni di disparità tra gli Stati membri.

Diversi membri del Parlamento europeo hanno ribadito l’importanza di garantire un quadro stabile e ambizioso per l’agricoltura biologica. L’eurodeputata Camilla Laureti ha sottolineato che la PAC e il più ampio Quadro Finanziario Pluriennale devono fornire stabilità, sostegno e un quadro normativo chiaro per gli operatori biologici. Ha sottolineato che la prevedibilità è essenziale sia per gli agricoltori che per mantenere la fiducia dei consumatori nell’agricoltura biologica. L’eurodeputato Dario Nardella ha descritto il biologico come “un vero e proprio settore strategico” con valore sociale e opportunità economiche. Ha sottolineato il suo ruolo nel promuovere le principali priorità dell’Ue, tra cui il ricambio generazionale, la transizione verde e la rivitalizzazione delle aree rurali, e ha accolto con favore il fatto che il biologico sia sempre più riconosciuto come strumento politico nel dibattito sulla futura PAC. Dal lato del PPE, l’eurodeputato Herbert Dorfmann ha evidenziato gli elementi positivi della proposta della PAC per gli agricoltori biologici, in particolare il sostegno alle aziende agricole in conversione. Ha inoltre sottolineato che il sostegno all’agricoltura biologica non dovrebbe essere considerato solo attraverso la PAC, ma anche attraverso altre parti del bilancio dell’Ue, compresi gli strumenti per la ricerca, l’innovazione e la competitività. L’eurodeputato Barry Cowen si è concentrato sulla necessità di premiare gli agricoltori per il lavoro che svolgono e di fare del ricambio generazionale una vera priorità nell’agricoltura dell’Ue. Ha sostenuto che un cambiamento sostanziale richiederà leadership politica e risorse adeguate e ha sottolineato che i supporti finanziari per la conversione e il mantenimento sono essenziali affinché gli agricoltori passino alla produzione biologica. Parlando sia dal punto di vista dei decisori politici che di quello degli agricoltori, l’eurodeputato Thomas Waitz ha sottolineato che la resilienza dell’agricoltura è inscindibile dalla resilienza delle aree rurali, dalla sicurezza alimentare e dalla risposta dell’Europa agli eventi climatici estremi. L’agricoltura biologica, ha affermato, è “una risposta chiara alla resilienza” e dovrebbe quindi essere adeguatamente riconosciuta e premiata nella futura PAC. Nel corso della discussione, un punto è emerso chiaramente: se l’Ue desidera una PAC che fornisca beni pubblici, sostenga equamente gli agricoltori e rafforzi le comunità rurali, l’agricoltura biologica deve avere i mezzi per crescere. Ciò include finanziamenti adeguati, prevedibilità per i produttori e un quadro che garantisca un’ambizione comune tra gli Stati membri. IFOAM Organics Europe ringrazia tutti i relatori e i partecipanti per uno scambio ricco e lungimirante e auspica di proseguire il dialogo con le istituzioni dell’Ue durante i negoziati sulla PAC e sul Programma di finanziamento pluriennale.

Fonte: IFOAM OE