Organismi di controllo biologico del Regno Unito: riconoscimento dall'UE, ma l'incertezza rimane

09/12/2020
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La DEFRA, Department for Environment, Food & Rural Affairs del Governo britannico, ha comunicato che la Commissione europea ha approvato un regolamento che riconosce tutti e sei gli organismi di controllo biologici del Regno Unito come organismi che certificano a norma UE equivalente fino al 31 dicembre 2021, ai fini del commercio di prodotti biologici.
Ciò consentirà il prossimo anno di continuare a commercializzare prodotti biologici britannici sui mercati europei, che altrimenti sarebbero stati chiusi al settore a partire dal 1º gennaio 2021. Una scelta che corrisponde alla decisione del Regno Unito di di qualche settimana fa di fare lo stesso per gli organismi di controllo dell'UE.
Defra ha commentato sul proprio blog che questo significa che l'industria alimentare e delle bevande biologiche nel Regno Unito sarà in grado di operare con maggiore certezza dopo la fine del periodo di transizione. In particolare, il ministro dell'Alimentazione Victoria Prentis ha accolto con favore la decisione, ed ha sottolineato che “Questa decisione significa che l'industria britannica di alimenti e bevande biologici avrà la certezza di crescere dopo la fine del periodo di transizione. I consumatori in patria e all'estero continueranno a poter acquistare e godere dei prodotti dei nostri eccellenti agricoltori, produttori e trasformatori biologici".

L’associazione OF&G (Organic Farmers & Growers) ha accolto con favore la notizia. Tuttavia, l'associazione sottolinea che l'incertezza resta, dato che il riconoscimento non affronta la questione dello status normativo dopo la fine del 2021, poiché il nuovo regolamento UE sull'agricoltura biologica entrerà in vigore il 1º gennaio 2022.
"Questo è un guadagno a breve termine per il settore anche se la notizia sarà un sollievo vista l'attuale incertezza, ma ancora non costituisce il solido accordo di equivalenza biologica nazionale tra il Regno Unito e l'UE che stiamo chiedendo. Pensiamo che ciò eviti la necessità di modificare l'etichetta e potrebbe significare che il requisito per i certificati di ispezione può essere evitato una volta raggiunto un accordo. Cosa che sarebbe di grande beneficio per gli operatori."

Fonte: DEFRA/ OF&G