Agricoltura assetata e sprecona (ma il biologico può fare la differenza), di Michela Mazzali

Prendendo lo spunto dalla Giornata Mondiale dell’Acqua del 22 marzo l’articolo guida il lettore nel mondo di questa risorsa che diamo per scontata, e che invece è sempre più scarsa, consumata in grande quantità soprattutto dall’agricoltura. L’Italia è -tra i Paesi Ue- quella che ne consuma di più: il 57% dei prelievi idrici totali è destinato all’agricoltura, contro il 31% degli usi civili e il 12% di quelli industriali. Ma il settore agricolo non è solo il maggior consumatore d’acqua: è anche tra i più colpiti dall’instabilità idrica che il riscaldamento globale porta con sé. In questo scenario la soluzione ci sarebbe, mette d’accordo molti ricercatori, ed è l’agricoltura biologica. Non una nicchia per consumatori sensibili, come ancora pensano alcuni, ma un modello di resilienza idrica concreta. Il principio di fondo è tanto semplice quanto rivoluzionario: prendersi cura del suolo per salvaguardare l’acqua.

L’articolo si può leggere a questo LINK

Fonte: Il Manifesto